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	<title>Legittima Difesa</title>
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		<title>Sapienti e Professori</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jan 2013 12:27:09 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[controiniziazione e controtradizione]]></category>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://legittimadifesa.files.wordpress.com/2013/01/sapienti_e_professori.pdf">Leggi qui</a></p>
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		<title>INTERVISTA SULLA FRODE DEL TERRORISMO ISLAMICO ALL&#8217;AVV. CARLO CORBUCCI</title>
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		<pubDate>Sun, 04 Dec 2011 12:40:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>legittimadifesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Avvocato Carlo Corbucci intervistato da Enrico Galoppini]]></category>
		<category><![CDATA[Enrico Galoppini intervista avv. Corbucci]]></category>
		<category><![CDATA[Europeanphoenix intervista avv. Corbucci su frode Terrorismo Islamico]]></category>
		<category><![CDATA[intervista avv. Corbucci Europeanphoenix]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista avv. Corbucci sul libro "Il terrorismo islamico - falsificazione e mistificazione all'esito dei casi giudiziari]]></category>
		<category><![CDATA[Intervista avv. Corbucci sulla frode del terrorismo islamico]]></category>

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		<description><![CDATA[IL &#8220;TERRORISMO ISLAMICO&#8221; &#8211; Falsità e Mistificazione&#8230; (intervista all’avv. Carlo Corbucci a cura di Enrico Galoppini) EUROPEANPHOENIX incontra l’avv. Carlo Corbucci, legale di molti musulmani accusati, in vario modo, di favorire e progettare “attività terroristiche” sul territorio italiano. È importante sottolineare la parola “musulmani”, perché l’accusa, passata dal linguaggio mediatico a quello della gente comune, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=legittimadifesa.wordpress.com&#038;blog=14299756&#038;post=235&#038;subd=legittimadifesa&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;">IL &#8220;TERRORISMO ISLAMICO&#8221; &#8211; Falsità e Mistificazione&#8230;</p>
<p style="text-align:center;">(intervista all’avv. Carlo Corbucci a cura di Enrico Galoppini)</p>
<p style="text-align:justify;">EUROPEANPHOENIX incontra l’avv. Carlo Corbucci, legale di molti musulmani accusati, in vario modo, di favorire e progettare “attività terroristiche” sul territorio italiano. È importante sottolineare la parola “musulmani”, perché l’accusa, passata dal linguaggio mediatico a quello della gente comune, è quella di “terrorismo islamico”. Questa definizione, come l’intervistatore stesso ha spiegato nel suo “Islamofobia. Attori, tattiche, finalità” (Parma 2008) ed in altri interventi pubblicati su questo sito, serve essenzialmente alla creazione del “pericolo islamico”; il quale, da un lato, è uno strumento propagandistico per favorire la strategia espansionistica occidentale-sionista nel mondo arabo-musulmano, creando il necessario consenso interno; dall’altro, l’islamofobia viene instillata per non far intravedere assolutamente a persone, gli “occidentali”, alla ricerca di punti di riferimento esistenziali in mezzo al nichilismo della “modernità”, che esiste una ‘via d’uscita’ islamica, la quale ovviamente nulla ha a che vedere con tutto quel che mediaticamente ed accademicamente (i media banalizzano concetti forgiati nell’accademia) viene indicato come “islamico”.</p>
<p style="text-align:justify;">DOMANDA</p>
<p style="text-align:justify;">Ma prima di entrare nel vivo dell’argomento, ovvero una disamina del significato di questo clima volto a creare il “nemico islamico”, vorrei che l’avv. Corbucci ci illustrasse alcuni “casi di studio”, ovvero ci raccontasse in sintesi come nasce, si sviluppa e… decade (!), concretamente, l’accusa di “terrorismo islamico”. Lei ha usato il termine “frode”, ed in effetti non può sfuggire il fatto che tutti questi processi si concludono con un’assoluzione piena per quanto riguarda il principale capo d’imputazione…</p>
<p style="text-align:justify;">RISPOSTA</p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#ff0000;">Una risposta non può essere data in breve se pensa che ha occupato ben 1741 pagine dello studio pubblicato da poco. Parlando infatti di “frode” bisogna differenziare caso per caso.</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> Ci sono casi in cui il termine si applica in senso proprio e letterale, e questo riguarda quelle operazioni ad incastro nelle quali c’è un’alterazione vera e propria delle prove, dello stato dei luoghi; una costruzione, una falsificazione; insomma montature vere e proprie contro innocenti o gente il cui torto è qualcos’altro che non ha a che vedere con ciò di cui sono accusati, cioè, presunti progetti di compiere stragi ed attentati.</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> Ci sono poi casi in cui la frode è indiretta e riguarda l’esagerazione, la gonfiatura degli elementi di colpevolezza ed un’attenuazione di quelli a favore degli accusati.</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> C’è poi quella che può essere definita la “frode dialettica” e l’inganno delle parole dove si sfruttano mediaticamente accuse e condanne inflitte sulla base dell’art. 270 bis c.p. sottacendo (o dicendolo come presupposto “dottrinale” soltanto per evitare la censura della sentenza) la natura “aleatoria” dello stesso e lasciando credere, o fomentandone la convinzione, che con la condanna inflitta è stata raggiunta la prova della colpevolezza degli imputati di turno, e cioè, che sono terroristi che erano in atto di predisporre o di compiere attentati e/o stragi in Italia o in altri paesi europei.</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> C’è poi l’inganno delle parole, anch’esso una forma mascherata di “frode” che precede gli stessi processi costituendone quasi il presupposto: sulla base di queste parole si fa passare per “fatti notori” aventi valore giuridico quelle che sono in realtà notizie di propaganda politica e militare; o come quando si fa uso di formule e di equazioni puramente verbali quali: “attività mirata a recarsi nei territori in cui è in corso una resistenza = prova che si è terroristi e che si stavano progettando atti di terrorismo e stragi”, per cui basta qualche intercettazione nella quale due o tre persone manifestano il progetto, o anche soltanto l’intenzione, o addirittura esprimono il desiderio ed il sentimento di volersi recare a “fare il jihad” &#8211; inteso come andare a sostenere la resistenza locale contro gli eserciti di occupazione (o di “liberazione” di paesi come l’Afghanistan ed Iraq) -, perché si affermi la responsabilità degli imputati e si dia per provato che sono terroristi che erano in atto di compiere stragi. Il tutto con comprensibile buon profitto della propaganda di guerra, con micidiale (ed utile) alimento del “mercato della paura” e con l’istillazione di crescente odio verso i “pazzi” e fanatici islamici.</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> Dall’esame dei vari processi si potrà capire quale genere di “frode” o di suggestione ha agito nell’uno o nell’altro caso e fino a che punto; sempre tutto a profitto delle campagne di odio e di guerra oltre che delle varie operazioni di “antiterrorismo” nonché delle restrizioni e degli irrigidimenti legislativi, dell’aumento dei controlli in ogni campo ecc. ecc.</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> Ma si potrà anche intuire quale genere di mostri siano quelli che non solo hanno molto più probabilmente voluto, diretto ed attuato episodi di “grande terrorismo stragista” come New York, Londra e Madrid, ma che hanno poi saputo stornare da loro l’attenzione facendo ricadere l’accusa su gonzi e zimbelli di turno che servivano, ove fossero stati effettivamente presenti (del che vi sono in molti casi forti dubbi), da coperture e capri espiatori della natura più… “bovina”.. o meglio… “caprina”, in vista di un progetto globalista predisposto da lungo tempo da precise forze costituenti quello che può essere definito il “potere reale” che non coincide con quello degli “amministratori di condominio” rappresentati dai vari governi nazionali e locali soggetti al gradimento o alla censura dei veri padroni della realtà moderna.</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> Una natura, la loro, sì da autentici mostri, per quella veramente diabolica astuzia di essere riusciti a far credere (ma forse solo a chi vuole crederlo…) che le stragi nelle moschee e nei mercati dei Paesi occupati (o “liberati”) sono compiute non già dagli occupanti…che non avrebbero interesse a ciò e che anzi amerebbero le popolazioni locali… ma dai figli di quegli stessi Paesi che agirebbero contro le loro stesse famiglie, le loro madri e figlie mentre vanno nei mercati a fare spesa o nelle moschee a pregare. Ed in questo agisce l’altra subdola operazione di divisione tra Paesi islamici, tra “Sunniti” e “Sciiti”, alimentata con ogni mezzo, nella speranza che siano le stesse lotte e divisioni interne ad esaurire la naturale resistenza delle popolazioni locali.</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> In fondo chi è capace di compiere certe cose è un pazzo ed un criminale, ma chi è capace di farle compiere riuscendo addirittura a trarne l’utile di far accusare altri sui quali dovranno ricadere premeditate e progettate conseguenze da tempo agognate in un’ottica di dominio globale, merita veramente di essere considerato a pieno titolo, ed a pieno diritto nell’assoluta coerenza di linguaggio, più che un uomo, un demone incarnato quale è più probabile e logico che sia, chi è capace di tanto.</span></p>
<p style="text-align:justify;"><span style="color:#000000;">DOMANDA</span><br />
Per conoscere dettagliatamente tutti i differenti livelli di una “frode” passata sotto la definizione di “terrorismo islamico” (definizione accreditata dai media, dalla politica e ovviamente anche dall’accademia, che istituisce appositi “master” e “seminari”), si rimanda ovviamente alla lettura del Suo libro. Il lettore potrà infatti rendersi conto delle incredibili (ma non troppo, se ha capito che a comandare non sono questo o quel ‘governo’…) macchinazioni messe in opera per incastrare il “mostro” di turno. Piuttosto, poiché ci rivolgiamo a persone immerse in un ambiente – quello “occidentale” – che disabitua a ragionare in termini che non siano quelli di un supposto “materialismo” (il “materialismo” infatti non esiste), vorrei che approfondisse il legame tra il “progetto mondialista” o “globalista” e la “guerra al terrorismo” (islamico!). Inoltre, quali colpe a Suo avviso portano i rappresentanti (intendo quelli visibili) dell’Islam stesso nell’avallare questo clima di demonizzazione della loro tradizione? Non potrebbero appianare le divisioni alle quali faceva riferimento in nome di un pericolo ben maggiore? Oppure, ribaltando la prospettiva, potremmo dire che la mancanza di unità dei musulmani è dovuta proprio alla messa al bando delle voci più autorevoli e qualificate che avrebbero il diritto di esprimersi per guidare la “umma”?</p>
<p style="text-align:justify;">RISPOSTA<br />
<span style="color:#ff0000;">La ragione dell’attacco all’Islam è esattamente questa: la “civiltà moderna”, se civiltà si può definire un vivere caotico e senza principi superiori (non solo morali… dunque), deve, per sua natura e “missione”, diventare globale e lo deve anche per la sua stessa sopravvivenza in forza delle sue scelte esistenziali. Bene, questo processo di “globalizzazione” implica un parallelo processo di “omologazione” al minimo comun denominatore delle facoltà umane, vale a dire, quello dei più bruti bisogni organici (o appena psicologici). Una qualunque autentica tradizione, essendo fondata su conoscenze, principi e valori anche spirituali oltre che umani e contingenti, e possedendo una sua identità che pur se fondata su principi universali e comuni ad altre forme è propria e strutturata per un dato “tipo umano” secondo le sue possibilità, fa da ostacolo a questo.</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> Se le forme-tradizioni hanno ancora una vitalità e sono vissute, costituiscono un freno, un ostacolo al processo di globalizzazione, il quale non si esaurisce poi soltanto in un ideale materialistico, consumistico ed edonistico fine a se stesso, ma ha anche una sua “filosofia”, una sua “pseudo-religiosità”, una sua “missione” da compiere, rovesciata rispetto alla Spiritualità e al destino trascendente dell’uomo. Ma questo ci condurrebbe lontano, per cui noi qui ci fermiamo soltanto alla fase intermedia di questo processo e di questa finalità: alla “missione” politica ed economica di questa globalizzazione.</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> Se l’Islam è sotto attacco più di ogni altra forma tradizionale che sopravvive del passato, è soltanto perché è attualmente la più vitale; quella più vissuta a livello intellettuale e popolare ad un tempo. Dunque è un maggior ostacolo per le forze della “contro-tradizione”, delle quali il potere economico e finanziario, le oligarchie e quello che siamo soliti definire il “potere reale”, sono soltanto il penultimo anello della piramide; non sono il vertice, che è rappresentato da pochissimi individui dei quali qui non è nostra intenzione parlare anche perché ci condurrebbe lontano dal tema e dai limiti che ci siamo imposti con lo studio che abbiamo fatto sul “terrorismo islamico” e sui processi giudiziari, politici e militari in atto. Ma anche perché in fondo, a noi personalmente, interessa molto poco di quelle forze di vertice quanto ancor meno ci interessa di quelle intermedie, non essendo in competizione con loro per il possesso del mondo e delle banalità nelle quali, quelle forze, al pari della stragrande maggioranza degli uomini, esercitano e rafforzano le loro brame, le loro debolezze, i loro limiti ed i loro attaccamenti.</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> Quelle forze coscienti e consapevoli della loro missione “malefica”, per usare un termine che noi non limitiamo al suo significato puramente morale, hanno poi saputo esercitare sulla maggioranza degli uomini, un’influenza ottenebrante che ha chiuso certe facoltà superiori ed ha potenziato certe tendenze dissolutive dell’essere, dell’equilibrio e della forma umana tanto da crearsi un esercito sterminato di “servi” ai più diversificati livelli, ma che sono tuttavia opportunamente tenuti in condizioni di conflittualità reale tra di loro e per differenze che in realtà essenzialmente non esistono, come nel caso delle illusorie alternative ideologiche e di potere apparente, di modo che non si esca mai dalla trappola e dalla stessa influenza suggestiva.</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> Le colpa dei rappresentanti dell’Islam? L’ignoranza…. Ignoranza innanzi tutto della loro stessa Tradizione: non intendendo soltanto le regolette e le nozioni quantitative ma della sua essenza; ignoranza su cos’è la Spiritualità innanzi tutto; poi: brama del mondo alla stregua della stragrande maggioranza degli uomini, tanto da metterli in competizione di potere con quelli che per disposizione naturale ed ideologica vi sono già portati; infine, in non pochi: ipocrisia e malafede unite alla sete del potere, del successo e alla conquista dei… ‘paradisi di questo mondo’.</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> Ho semplificato, ma il problema è molto più vasto e non può essere afferrato completamente da formule sintetiche, a meno che non si possieda una qualificazione intellettuale innata capace di ridestare certe facoltà e possibilità al solo tintinnio di certe… campane o alla voce di un certo… adhân.</span></p>
<p style="text-align:justify;">DOMANDA</p>
<p style="text-align:justify;">Lei ha accennato alla forza ottenebrante <span style="color:#ff0000;">esercitata</span> sulla maggioranza degli uomini da questa “civiltà moderna” affinché siano indotti a reagire automaticamente in maniera ostile nei confronti dell’Islam e dei musulmani. Nell’esperienza pluriennale che ha maturato nel corso di questi processi, ha avuto modo di constatare quanto questa specie di sortilegio operi anche negli “addetti ai lavori”, ovvero in coloro che nelle forze di polizia e della magistratura ritengono in buona fede di svolgere una battaglia contro un concreto “pericolo”, forse l’unico grande “pericolo” che ci minaccia tutti? Oppure crede che a certi livelli in fondo tutti abbiano capito che si tratta di una messinscena, ma per quieto vivere, o per altri inconfessabili motivi, alimentano con le loro azioni questa storia del “terrorismo islamico”? E come viene considerato il suo lavoro nei suddetti ambienti che stanno, per così dire, “dall’altra parte della barricata”: con rispetto e stima, soprattutto alla luce degli esiti processuali, oppure come quello di un “rompiscatole” che col suo meticoloso lavoro mette il proverbiale ‘bastone tra le ruote’?</p>
<p style="text-align:justify;">RISPOSTA<br />
<span style="color:#ff0000;"> Sì, questo “sortilegio” come Lei lo definisce agisce anche negli addetti ai lavori che il più delle volte sono in buona fede e ritengono veramente di fare il bene ed il meglio. E questo vale per le Forze dell’ordine, per i P.M. e per la maggioranza dei giudici.</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> Questo non esclude che possa darsi il caso di chi, capendo il momento, si affidi all’onda degli eventi e sappia trarre un vantaggio in termini di encomi, di carriera, di prestigio e di successi personali, ma non è sempre così e non è per tutti così. Poi c’è anche il caso, comunque non comune, di chi, soprattutto a livelli più elevati, abbia capito che sì qualcosa non va o addirittura percepisca il reale senso delle cose e, secondo i casi, assecondi “per quieto vivere”, come dice Lei, o magari per paura. Rarissimo, ma non escluso, anche il caso di una condivisione sottile o addirittura consapevole di quello che si comprende essere un attacco interessato e motivato da altre ragioni che non quelle ufficiali, a quella diversa cultura ed identità islamica che viene avvertita come fastidioso e pericoloso ostacolo alla realizzazione della promessa di un mondo dove la felicità ed il “paradiso” sono già, o saranno comunque realizzati, sulla terra. Una promessa che, ovviamente per chi la fa, è solo strumentale al mantenimento del proprio potere, e, per chi ci crede, una speranza alla quale restare aggrappati disperatamente.</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> Quanto all’altra domanda devo rispondere che pochissimi mi hanno fatto sentire come un “rompiscatole” anche quando sono stato duro nell’esercizio del mio mandato difensivo e niente affatto conformista e convenzionale con l’interpretazione e l’origine dei fatti di terrorismo; forse perché non sono mai stato un attaccabrighe, ma ho sempre agito con razionalità e convinzione sincera senza provocazioni o senso di sfida. Ho ricevuto (e ho sempre dato) rispetto e stima nelle Corti, e se debbo proprio cercare un’eccezione che possa farmi sospettare che chi era chiamato ad emettere la sentenza sapeva già fin dall’inizio che cosa voleva e che cosa avrebbe fatto, credo che questo non sia accaduto più di due volte. Una sensazione che non saprei dire se, qualora ci fossimo guardati negli occhi, sarebbe sconfinata in una risata visto che due satiri non possono guardarsi in faccia senza ridere oppure se avesse prevalso nell’altro il sarcasmo di chi non sopporta che la verità possa essere conosciuta ed in cuor suo avrebbe magari pensato: “Parla, parla pure… tanto infine tu sai quanto me che non cambierà nulla e a nulla ti servirà aver capito troppo…”. Ripeto che, se questo è avvenuto, non è stato più di due volte; ma si tratta di una sensazione soggettiva che potrebbe non corrispondere a verità e non è peraltro lecito dire in quale occasione.</span></p>
<p><span style="color:#000000;">DOMANDA</span><br />
<span style="color:#000000;">L’ultima cosa che vorrei chiederle è una previsione: crede che assisteremo ancora ad altri eclatanti casi di “terrorismo islamico” mediatico-giudiziario? Glielo chiedo perché da una parte, la cosiddetta “al-Qa‘ida” pare essere oramai diventata sempre meno spendibile come spauracchio, specialmente dopo l’altrettanto cosiddetta “morte di Bin Laden” (di cui non hanno mai mostrato il cadavere!); ma dall’altra, vi è tutto il settore mediterraneo e vicino-orientale in corso di sconvolgimento, con la progressiva eliminazione di governi di cui tutto si può dire ma non che fossero a favore dell’“integralismo islamico”… Gli ultimi casi che hanno visto alla sbarra degli arabi, in Italia, non a caso riguardano degli studenti libici in Italia fedeli al loro governo rovesciato con la forza… insomma, non i soliti “integralisti islamici” utili alle cronache…</span></p>
<p style="text-align:justify;">RISPOSTA<br />
<span style="color:#ff0000;">Personalmente ho motivo di credere che in tutte le cosiddette “primavere arabe” non ci sia nulla di spontaneo; è semplicemente cambiata la tattica di ingerenza: ai “falchi” dell’impero che volevano una politica militare, di intervento e di occupazione con i mezzi blindati (e le bombe al fosforo e…) sono subentrate le “colombe” che hanno capito che si può ottenere la stessa cosa, anzi di più, rovesciando i governi dittatoriali, servi collocati in quei paesi per tenere a freno le spinte identitarie ma ormai non più utili perché hanno finito col provocare negli anni, da un lato, esasperate reazioni interne e dall’altro lato, forme di “infedeltà” verso l’”impero” mosse da una crescita non più tollerabile dall’”imperatore”, di ambizioni individualiste. Così si è preferito affidarsi all’irrazionalità popolare (osservata e controllata comunque dall’esterno…) nella certezza che, al momento opportuno, per la sua caoticità e disorganizzazione, sarà facile afferrarla e poi rimetterla all’obbedienza con un po’ di minigonne e… di pane.</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> Per ora a questi “guardiani” basta rimanere ad osservare che in quei paesi le varie forze contrastanti si dissanguino da sole per intervenire alla fine a raccogliere facilmente i frutti di ciò che resta in modo da poter finalmente realizzare la “promessa” del Nuovo Ordine Mondiale, del “Paradiso in terra” e del “migliore dei mondi possibile”, secondo le espressioni del “neo messianismo” (o meglio pseudo-messianismo) delle varie correnti pseudo-religiose e… paradossalmente, dello stesso materialismo anche più spinto. Con la differenza però che, nell’uno e nell’altro caso, i dirigenti di questa suggestione sanno bene che questa “promessa” ha una sua valenza “pseudo-esoterica” che, al suo grado più basso e popolare è un inganno irrealizzabile, mentre al suo piano verticistico essi la concepiscono come il compimento di una “missione” che ha la sua origine nell’inquietante e tenebroso presupposto che l’esistenza e la natura attenderebbero di essere “perfezionate” e “completate” dall’intervento di “uomini eletti”. Uomini nel senso più terreno e naturalistico del termine che dovrebbero sanare l’impronta di imperfezione &#8211; a loro modo di pensare &#8211; lasciata da un relativo “principio creatore” ma che tuttavia non ha nulla a che vedere con il Principio Supremo, intendendolo essi come il polo complementare di una dualità irriducibile sulla quale ritengono di poter intervenire e persino sovrastare. Si tratta di quelle che sono definibili “forze della contro-tradizione”, della “contro-spiritualità” o della “contro-iniziazione”, coscienti e consapevoli (individui concreti e ben reali e non nebulose ed astratte entità), distinte da quelle forze ed individui semplicemente inconsapevoli e definibili della “pseudo-tradizione”. Le prime, nel mentre ingannano la stragrande maggioranza degli uomini, per questa loro invincibile ignoranza e squalificazione intellettuale a poter cogliere la benché minima nozione reale ed esperienza della realtà metafisica e dell’autentica Spiritualità in genere, sono rappresentate dagli esseri più perdutamente auto-ingannati.</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> Qui siamo ad un livello ben diverso, vale a dire veramente “verticistico” rispetto a tutte le altre sfere del “potere”; da quella più vicina a questo vertice del “potere reale”, quali le “oligarchie finanziarie ed economiche”, a quello più “apparente” quali i “governi” di turno, semplici “amministratori di condominio” di questi veri “condòmini” del pianeta ma che pur svolgono anch’essi la loro funzione dissolvente ai loro rispettivi livelli.</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> Beninteso: che in questi eventi, e nella realtà umana in genere, resti comunque e nonostante tutto, un’area di imponderabilità, e che questa non sia tuttavia affidata né al popolo né a qualcuno dei vari movimenti islamici e/o jihadisti, né tanto meno a questo o quel partito moderato gradito alle Banche, all’Occidente o ad Israele, sono due verità sicure; ma quest’ultimo è un argomento che a malapena sono in grado di capire quelli che si ritengono ancora “religiosi”, per cui può ben immaginarsi quanto possano prevederlo e capirlo soggetti intimamente “profani” ed assolutamente squalificati, intellettualmente, per poter comprendere la benché minima nozione che, anche di poco, sfugga alla grossolana esperienza della realtà.</span><br />
<span style="color:#ff0000;"> Quanto al fatto se i casi sorti da operazioni di presunto “terrorismo islamico” continueranno, credo di poter rispondere che aumenteranno inglobando nella fattispecie di reato anche forme di “critica”, di “divergenza” dalle versioni ufficiali e convenzionali dei “fatti” attinenti alle notizie riguardanti il “terrorismo islamico” e che verranno considerate forme di “apologia”, di “istigazione”, di “copertura” e di “supporto logistico intellettuale” portato al presunto terrorismo operativo, ma potranno estendersi anche ad altre operazioni mirate non più soltanto contro l’Islam… ma contro tutto ciò che rimane di un pensiero, quando è troppo serio, non omologato. Nel mio ultimo libro “Il terrorismo islamico falsità e mistificazione – all’esito dei casi giudiziari, delle risultanze oggettive e delle indagini geo-politiche e sociologiche” (Editrice Agorà, Roma 2011) parlo, fra altro, proprio di questo. E potrebbe essere una delle ultime testimonianze di un pensiero libero sui fatti e sulla comprensione delle vicende del mondo.</span></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/legittimadifesa.wordpress.com/235/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/legittimadifesa.wordpress.com/235/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=legittimadifesa.wordpress.com&#038;blog=14299756&#038;post=235&#038;subd=legittimadifesa&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>UN LIBRO SULLA FRODE GLOBALE DEL &#8220;TERRORISMO ISLAMICO&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 21:57:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>legittimadifesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Carlo Corbucci - Nuovo libro: "IL TERRORISMO ISLAMICO FALSITA' E MISTIFICAZIONE -All'esito dei casi giudiziari]]></category>
		<category><![CDATA[delle risultanze oggettive e delle indagini geopolitiche e sociologiche":]]></category>
		<category><![CDATA[Gruppo Editoriale Agorà]]></category>
		<category><![CDATA[inganni dialettici e frodi nei processi di terrorismo islamico avv. Carlo Corbucci]]></category>
		<category><![CDATA[Processi di "terrorismo islamico" tra frodi ed inganni dialettici]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ IN DISTRIBUZIONE IL LIBRO DI CARLO CORBUCCI * IL TERRORISMO ISLAMICO FALSITA’ E MISTIFICAZIONE All’esito dei casi giudiziari, delle risultanze oggettive e delle indagini geo-politiche, storiche e sociologiche. * Pag. 1737 Gruppo Editoriale Agorà Prezzo Euro 30,00 – Ordini via internet 25,00 INDICE DEL LIBRO<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=legittimadifesa.wordpress.com&#038;blog=14299756&#038;post=225&#038;subd=legittimadifesa&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>E’ IN DISTRIBUZIONE IL LIBRO DI CARLO CORBUCCI</p>
<p align="center">*</p>
<p align="center">IL TERRORISMO ISLAMICO</p>
<p align="center">FALSITA’ E<br />
MISTIFICAZIONE</p>
<p align="center">All’esito dei casi<br />
giudiziari, delle risultanze oggettive e delle indagini geo-politiche, storiche<br />
e sociologiche.</p>
<p align="center">*</p>
<p>Pag. 1737</p>
<p>Gruppo Editoriale Agorà</p>
<p>Prezzo Euro 30,00 – Ordini via<br />
internet 25,00</p>
<p><a href="http://legittimadifesa.files.wordpress.com/2011/11/indice.pdf">INDICE DEL LIBRO</a></p>
<p><a href="http://legittimadifesa.wordpress.com/2011/11/15/un-libro-sulla-frode-globale-del-terrorismo-islamico/cop_terrorismo-copy_0/" rel="attachment wp-att-232"><img class="alignnone size-medium wp-image-232" title="Cop_Terrorismo Copy_0" src="http://legittimadifesa.files.wordpress.com/2011/11/cop_terrorismo-copy_0.png?w=300&#038;h=189" alt="COPERTINA DEL LIBRO" width="300" height="189" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/legittimadifesa.wordpress.com/225/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/legittimadifesa.wordpress.com/225/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=legittimadifesa.wordpress.com&#038;blog=14299756&#038;post=225&#038;subd=legittimadifesa&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Cop_Terrorismo Copy_0</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>MESSAGGI  DI VERTICE</title>
		<link>http://legittimadifesa.wordpress.com/2011/08/06/messaggi-di-vertice/</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Aug 2011 09:14:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>legittimadifesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Al Qaeda]]></category>
		<category><![CDATA[Attacco finale alla Tradizione]]></category>
		<category><![CDATA[Bin Laden]]></category>
		<category><![CDATA[globalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[messaggi di vertice]]></category>
		<category><![CDATA[Nuova strategia]]></category>
		<category><![CDATA[Nuovo Ordine]]></category>
		<category><![CDATA[Obama e Bush]]></category>
		<category><![CDATA[Oslo]]></category>
		<category><![CDATA[terrorismo islamico]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel linguaggio dei “messaggi di vertice”, si tratti di quello apparente tra i vari rappresentanti o del vertice del “potere reale” e quelli del “potere formale ed apparente”, quello di Obama significa una svolta, un cambiamento nell’attuazione del programma “globalista” e dimostra, per chi sa comprendere, che è partito un “nuovo ordine” a cui, i [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=legittimadifesa.wordpress.com&#038;blog=14299756&#038;post=206&#038;subd=legittimadifesa&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Nel linguaggio dei “messaggi di vertice”, si tratti di quello apparente tra i vari rappresentanti o del vertice del “potere reale” e quelli del “potere formale ed apparente”, quello di Obama significa una svolta, un cambiamento nell’attuazione del programma “globalista” e dimostra, per chi sa comprendere, che è partito un “nuovo ordine” a cui, i vari preposti dai vari lidi, debbono ora attenersi.</p>
<p style="text-align:justify;">Vuole inquietantemente significare che è ora di smettere con l’utilizzo della strategia “anti Bin Laden”, “anti Al Qa’ida” ed “anti Islam” in senso stretto; ormai vanno cambiati i riferimenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Il progetto finale è sempre lo stesso ma sono le forze in gioco e le formule verbali con i loro simboli che sono diventate inadeguate ed obsolete; peraltro, con la loro fissazione su certi schemi, non permettono di colpire tutto quello che fa da ostacolo al progetto finale di globalizzazione nel suo aspetto più completo e finalistico. Così, senza prospettarsi minimamente l’impossibile discredito sulla montatura dell’Amministrazione Bush e sulle reali risvolti che sono stati dietro ad essa; discredito che significherebbe infrangere il “sacrario” della perfezione del sistema americano e dei suoi governi ma che abbatterebbe l’ideale ed il mito stesso egli Stati Uniti e della sua democrazia, Obama ha sigillato il tempo della montatura Bush.</p>
<p style="text-align:justify;">Senza negarla; senza discreditarla; senza tacciarla di menzogna; senza demonizzarla ma, per mantenere quel mito di continuità essenziale al di la delle apparenze formali di differenza di gestione tra le varie Amministrazioni, l’ha chiusa, sigillata testimoniando lui stesso che Bin Laden è stato eliminato.</p>
<p style="text-align:justify;">Il “mostro immaginario” e di cartone è stato abbattuto dunque ora bisogna andare avanti; cambiare strada. E se subito le forze reazionarie all’interno dei “servizi statunitensi” si sono fatte sentire avvertendo come una minaccia che il terrorismo islamico non è per questo venuto meno ma, anzi, si rafforzerà… dall’altro lato sono iniziate le “rivoluzioni colorate” all’interno dei vari Paesi islamici quale segno indicativo della “nuova svolta” strategica.</p>
<p style="text-align:justify;">A questa luce prendono significato anche gli ultimi fatti di Oslo ove l’obiettivo non è più soltanto l’Islam ma anche quel che è rimasto, poco o niente che sia, di tradizionale, nello stesso Cattolicesimo. Presto toccherà, per paradossale che a certuni possa apparire quest’affermazione, anche all’Ebraismo più ortodosso e alle altre forme tradizionali del Mondo Orientale.</p>
<p style="text-align:justify;">E’ anche questa la ragione per la quale, nei presunti siti del pazzo di Oslo, Anders Behring Breivik, è stata trovata una mole impressionante di materiale che va dal cattolicesimo tradizionalista, ai Templari, al nazismo, alla Massoneria, all’attacco all’Islam, fino ai miti del Graal, celtici, orientali e via dicendo. E’ infatti ora di farla finita con tutto ciò che non parla il linguaggio omologato, convenzionale, pratico e conformista: unico adatto ad una “civiltà dei consumi” e dei “piaceri” mai tuttavia disgiunta dal parallelo sottofondo di angoscia e di paura, di ricatto e di illusioni che deve comunque essere sempre sottilmente minacciato.</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/legittimadifesa.wordpress.com/206/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/legittimadifesa.wordpress.com/206/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=legittimadifesa.wordpress.com&#038;blog=14299756&#038;post=206&#038;subd=legittimadifesa&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>DECRETATA L&#8217;USCITA DI SCENA DI BIN LADEN</title>
		<link>http://legittimadifesa.wordpress.com/2011/05/07/decretata-luscita-di-scena-di-bin-laden/</link>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 12:52:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>legittimadifesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Anders Behring Breivik]]></category>
		<category><![CDATA[Avv. Carlo Corbucci]]></category>
		<category><![CDATA[Cosa c'è dietro il blitz contro Bin Laden?]]></category>
		<category><![CDATA[cosa preludia la decisione di far uscire di scena Bib Laden? Avv. Carolina Scarano]]></category>
		<category><![CDATA[DECRETATA L'USCITA DI SCENA DI BIN LADEN]]></category>
		<category><![CDATA[Il linguaggio dei messaggi di vertice. Avv. Carlo Corbucci]]></category>
		<category><![CDATA[legittimadifesa]]></category>
		<category><![CDATA[Norvegia]]></category>
		<category><![CDATA[Oslo]]></category>
		<category><![CDATA[perchè Oslo?]]></category>
		<category><![CDATA[Quando è morto realmente Bin Laden?]]></category>
		<category><![CDATA[rinnovamento Paesi islamici]]></category>
		<category><![CDATA[rivoluzioni islamiche]]></category>
		<category><![CDATA[Uscita di scena di Bin Laden e nuova strategia globalista]]></category>

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		<description><![CDATA[DECRETATA L’USCITA DI SCENA DI BIN LADEN  come dieci anni prima era stata decretata la sua entrata: quali scenari essa deve preparare anche in relazione ai recenti moti popolari che infiammano il Medio Oriente ?   Il 2 maggio 2011 il Presidente Obama in persona comunicava all’America ed al mondo, la notizia che in un [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=legittimadifesa.wordpress.com&#038;blog=14299756&#038;post=207&#038;subd=legittimadifesa&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"><span style="text-decoration:underline;">DECRETATA L’USCITA DI SCENA DI BIN LADEN</span></p>
<p style="text-align:center;"><span style="text-decoration:underline;"> come dieci anni prima era stata decretata la sua entrata: quali scenari essa deve preparare anche in relazione ai recenti moti popolari che infiammano il Medio Oriente ?</span></p>
<p> </p>
<p style="text-align:justify;">Il 2 maggio 2011 il Presidente Obama in persona comunicava all’America ed al mondo, la notizia che in un Blitz effettuato in una casa isolata a pochi passi da caserme militari in Pakistan, era stato ucciso da forze speciali statunitensi calatesi nell’abitazione da due o tre elicotteri, Bin Laden.</p>
<p style="text-align:justify;">In America esplodevano manifestazioni di esaltazione.</p>
<p style="text-align:justify;">I giornali di tutto il mondo non potevano certo esonerarsi dal riportare con clamore la notizia: “<em>è morto il mostro del terrore”; “un assassino in meno”; “operazione Bin Laden”; “Trionfo degli U.S.A.”; “Giustizia è fatta”.</em></p>
<p style="text-align:justify;">                Noi personalmente restiamo persuasi che la titolazione migliore sarebbe stata un’altra ma comprendiamo che la vera libertà di espressione è un bene di lusso che pochi possono permettersi. La titolazione che un nostro ipotetico giornale, se avessimo l’onere peraltro molto fastidioso, di possedere avrebbe resa nell’occasione sarebbe stata questa: “<em>Decretata l’uscita di scena di Bin Laden come dieci anni prima ne’ fu decretata la comparsa: quali scenari preludia e che rapporti possiamo immaginare con le improvvise rivoluzioni ad effetto domino che nei due mesi precedenti hanno caratterizzato l’intero Medio Oriente con il crollo delle decennali dittature sorrette dall’Occidente</em>?”</p>
<p style="text-align:justify;">             Decisamente proprio di un fatto del genere (cioè di una vera e propria decretazione della sua uscita di scena), a ben guardare, sembrerebbe trattarsi; e questo per una serie di troppi motivi.</p>
<p style="text-align:justify;">            Persino le ragioni che, se sembrerebbero mettere in dubbio questa versione e relativizzare i motivi, esaminate invece attentamente finiscono proprio per confermarla.  Del resto, se e quando si sia fatto ricorso ad un inganno, è evidente che ci si preoccupi anche di rafforzare il quadro che si vuole far passare anche con elementi di apparente opposizione o di “distrazione” che invece hanno lo scopo di confermarlo.  Sospetti in questa direzione non mancano.</p>
<p style="text-align:justify;">Qual è, infatti, la strategia più sottile per far passare per verità assodata una frode ed una menzogna? Lanciarla e ripetere ossessivamente l’affermazione ma poi accompagnarla non da dubbi sulla menzogna stessa  ma da elementi e notizie di contorno che appaiano persino come elementi di disonore per il frodatore ma la funzione dei quali è, in realtà, soltanto quella di distrarre dal fatto centrale, che è esattamente quello che conta, affinchè questo si confermi e si rafforzi come fatto assodato sul quale non c’è neppure discutere.</p>
<p style="text-align:justify;">Così nel caso in specie, si è subito avuto cura di far concentrare l’attenzione su elementi accessori quali: presunte proteste dell’Autorità pakistana offesa di non essere stata avvertita e del fatto che è stato compiuto un blitz nel proprio territorio senza autorizzazione o avviso. O ancora: la protesta di una presunta figlia di Bin Laden che sarebbe stata con lui nel covo insieme ad alcuni guardie del corpo che avrebbe lamentato (o “rivelato”) che il padre sarebbe stato portato fuori della casa vivo e poi brutalmente ucciso fuori. Qui è evidente che la ragione dell’informazione relativa alla notizia centrale della morte di Bin Laden non è la notizia se sia stato ucciso fuori o dentro casa ma la conferma, con valore così “testimoniale”, che, comunque, è stato effettivamente ucciso e che si tratta proprio di Bin Laden.</p>
<p style="text-align:justify;">Tutta un’altra serie di particolari: i vicini di casa; il rumore dei colpi di armi; le foto del sangue sparso nelle stanze della casa; alcuni cadaveri (nessun morto tra le forze speciali americane) dei fedeli di Bin Laden smembrati dai colpi di arma in pozze di sangue; infine qualche altro intermezzo tra un’ora e l’altra per sviare l’attenzione da ogni possibile interrogativo sul fatto centrale, come ad esempio che Bin Laden avrebbe tentato di farsi scudo con il corpo di una delle mogli. Infine, non ultima, la sceneggiata di folle arrabbiate che gridano contro l’assassinio di Bin laden e che lo definirebbero un martire protestando, fra altro, per il fatto che sarebbe stato gettato in mare dopo un irregolare funerale islamico.</p>
<p style="text-align:justify;">Che in realtà, circa quest’ultima notizia, vera o falsa che sia, il messaggio voglia essere soltanto beffardo ed ironico, è chiaro ed evidente:  … è stato gettato in mare… come un pescecane, quale l’America ferita nell’orgoglio avrebbe comunque desiderato che fosse. Però, ironia maggiore, si aggiunge: …non prima di avergli fatto a bordo della nave da cui è stato gettato, “….<em>un funerale islamico con conclusione… islamica</em>”! Laddove in realtà è ben noto a chi abbia un minino di erudizione che è vietato nell’Islam la sepoltura in mare tranne in casi di impossibilità assoluta.</p>
<p style="text-align:justify;"> Ma anche questi “accessori” facevano evidentemente parte delle notizie di contorno che dovevano stabilizzare come assodata, la notizia principale della morte.</p>
<p style="text-align:justify;">Poi, a bocce quasi ferme, si aggiunge che, in ogni caso, la sepoltura in mare sarebbe stata la scelta suggerita dalla necessità di non permettere la nascita di un potenziale mausoleo nel quale si sarebbero raccolti negli anni musulmani che avrebbero pericolosamente potuto consideralo un martire.</p>
<p style="text-align:justify;">Strategie di lavorazione della mente e di manipolazione collettiva che provengono dai centri di psichiatria di cui si servono da decenni la C.I.A. e la F.B.I. oltre che la stessa politica americana, direbbe qualcuno che è ancora in grado di pensare da solo.</p>
<p style="text-align:justify;">In realtà, Bin Laden potrebbe benissimo essere morto da tempo come potrebbe benissimo essere stato deciso di ucciderlo adesso, dopo averlo protetto e volutamente ignorato per anni perché utile da vivo; e potrebbero benissimo aver concorso o non concorso i servizi pakistani; sono cose che rispetto al quadro strategico cui certe cose debbono servire, contano ben poco e sono soltanto elementi di distrazione voluti e programmati essi stessi.  </p>
<p style="text-align:justify;">Fatto è che niente è stato prodotto tanto da apparire una favola per popoli distratti ai quali si ha ormai la certezza di poter somministrare tutto.  Nessuna fotografia o video che mostri l’uccisione o permetta di riconoscere i soggetti. Anzi le fotografie si dice che ci sono ma il Presidente le ha secretate perché oltre che “..<em>a raccapricciare i bambini.., avrebbero potuto indurre i fedeli di Bin Laden ad una maggior carica di vendetta e di odio</em>”… perché… sono troppo raccapriccianti.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma se la motivazione è veramente soltanto quella di impedire moti emotivi di reazione perché sottolineare che, peraltro, “..<em>sono troppo raccapriccianti</em>!”. Non emerge anche qui lo stesso sottofondo prima suggerito?  Forse che non appare anche questa precisazione come una sorta di macabra e sarcastica “notizia-immagine” volutamente suggerita come a significare a presunti nemici dell’America e agli oltraggiati americani che … il nemico ha pagato caro e salato il suo oltraggio?</p>
<p style="text-align:justify;">L’unica prova prodotta, una foto uscita poche ore dopo dagli ambienti pakistani e poi immediatamente smentita in quanto riconosciuta come un fotomontaggio.</p>
<p style="text-align:justify;">Infine, per tacitare le polemiche destinate forse ad aumentare, comparirà prima o poi anche un video dove si potrà vedere proprio tutto, fotogramma per fotogramma; e sarà sicuramente vero perché riproduce esattamente davanti agli occhi di tutti il film dell’avvenimento. Certo non potrà mai trattarsi di una mistificazione perché sarebbe una cosa sicuramente troppo difficile da realizzare anche per chi, come gli Stati Uniti, hanno finora realizzato soltanto imprese dilettantistiche come costruire veicoli senza pilota; inviare dalla Terra un apparecchio poco più grande di un modellino di autovettura, su Marte comunicandovi; che lo ha guidato dagli studi di un laboratorio sulla terra; che lo ha risollevato da una caduta; che lo riparato, monitorato ed infine distrutto&#8230;  </p>
<p style="text-align:justify;">Nemmeno un dubbio nelle siti ufficiali e nelle prime pagine dei giornali. Qualche timido articolo interno di rimprovero che rileva stranezze. Niente di più. Nessuno può osare porre un interrogativo. Chi può mettere anche solo un dubbio ufficiale sulla testimonianza diretta del Presidente degli Stati Uniti che dice, mostrandosi con il suo staf concentrato davanti ad un apparecchio visivo, di aver assistito in diretta attraverso collegamento speciale di microcamere collocate negli elmetti e nelle equipaggiature dei soldati delle forze speciali, tutta l’operazione.</p>
<p style="text-align:justify;">Ora, noi come molti intellettuali che abbiamo spesso richiamati, non abbiamo mai creduto al mito delle “Torri Gemelle” e dell’11 Settembre quale opera di 19 ragazzotti fanatizzati ed inviati da Bin Laden ed abbiamo esaminato almeno un centinaio di ragioni sull’impossibilità tecnica di quella ricostruzione e non possiamo far a meno di vedere il recente fatto dell’uccisione di Bin Laden come un ulteriore sceneggiatura finalizzata a qualcosa che deve ancora accadere ma i cui primi atti si sono già manifestati.</p>
<p style="text-align:justify;">Bin Laden può anche essere stato ucciso in quest’occasione ma era già noto da sempre dove si trovava e li doveva rimanere fino a quest’ultimo evento.</p>
<p style="text-align:justify;">E lo fa desumere senza troppo sforzo il fatto che abitava ormai da anni a pochi chilometri dalle caserme dei servizi di sicurezza pakistani poco fuori città ed il fatto elementare che, per poter compiere il blitz, le forze speciali degli Stati Uniti con il loro governo sapevano dov’era.</p>
<p style="text-align:justify;">Da qualche anno sia noi stessi che vari intellettuali affermavamo che Bin Laden sarebbe stato eliminato, se era ancora vivo, al momento opportuno quando non sarebbe più servito che si credesse vivo e bellicosamente in atto di colpire e di dirigere operazioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Ovviamente i contorni si fanno sempre più interessanti: poiché l’eliminazione non è casuale e spontanea ma preludia ulteriori fasi della globalizzazione, è evidente che il “terrore” non deve cessare; anzi deve aumentare in quanto deve motivare e sorreggere le successive fasi. Infatti il messaggio immediatamente diramato (questa volta potendo anche presumere, che sia avvenuto contro la volontà dello stesso Obama che poteva benissimo aver progettato un diverso utilizzo della sceneggiata;  magari proprio per porre fine al mito ed in vista di far esaurire gli effetti del fenomeno avviato con il crollo dello Torri oltre che in chiave di recupero della propria immagine in declino) è stato…: “<em>attenti! Il pericolo e l’emergenza non sono finite; anzi sono aumentate perché è stata annunciata vendetta dai fedeli di Bin Laden e da Al Qa’ida</em>…”  che avrebbe già nominato i suoi successori dopo poche ore dal fatto!  Come a dire: non illudetevi di aver smorzato tutto quello che era stato acceso e di fermare il processo delle cose in corso.</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco così il riaccendersi delle due anime dell’America; il ritorno arrogante dell’altra ala dei “servizi”; la riappropriazione del tema per continuare ad usarlo, nonostante il tentativo di sterzata, nella direzione voluta dai neo-con. E chissà che l’asserito rinvenimento del Computer personale di Bin Laden nella stessa occasione non sia proprio un investimento futuro proprio per motivare una nuova serie di operazioni attraverso le quali colpire gli scomodi con la scusa che la loro traccia è stata rinvenuta al suo interno.</p>
<p style="text-align:justify;">Certo è straordinario come sia ormai sfrontata la certezza da parte di certi manipolatori occulti delle menti umane che l’intera umanità sia in loro potere e possa essere giocata a piacimento con qualunque immagine,  che rasentando la stupidità, si presenti utile al momento.</p>
<p style="text-align:justify;">Molto fa pensare che la scelta del momento in cui spegnere il mito e riaccendere una fiamma diversa non ancora chiara, non è stata affatto casuale.</p>
<p style="text-align:justify;">Sul piano personale ed umano più esteriore, cosa che ovviamente non esclude le ragioni più inquietanti, una di queste ragioni sembrerebbe essere che fra poco si terranno le elezioni di “medio termine” con le quali il Presidente degli Stati Uniti in carica viene “testato” in vista dell’eventuale candidatura per la conferma in carica per altri 4 anni. E’ indubbio che la popolarità di Obama in declino pauroso negli ultimi mesi ha ripreso una quota incredibile.</p>
<p style="text-align:justify;">D’altra parte nel linguaggio segreto dei messaggi e dei silenzi forzati dalle posizioni e dalle funzioni tanto basta; se Bush è la vittima sacrificale o il burattino-burattinaio dell’11 Settembre di New York, consapevole che nessuno dei politici che vogliano rimanere tali avrebbe mai potuto accusarlo apertamente, Obama sa ugualmente e perfettamente che una sceneggiata sia pure di tono opposto e di eclatanza peraltro minore, non potrà essere smentita neppure dagli avversari più accesi che si collocano da un certo livello in su.  Come lui non osò certo dubitare di Bush, quest’ultimo non potrà certo osare accusare Obama.  Soltanto sguardi; soltanto pensieri; soltanto rimuginamenti viscerali contenuti, per rabbiosi che possano essere.  Del resto, come poter negare ad Obama lo stesso diritto e la stessa popolarità che Bush si era già arrogato? E come potrebbe mai dire l’uno all’altro “bluffatore”?  Due satiri non possono guardarsi senza ridere per cui bisogna guardare altrove per non rischiare di ridere o di esplodere. E forse per questo che Bush, invitato alla celebrazione dell’uccisione di Bin Laden, ha disertato l’occasione dicendo di essere impegnato…!?</p>
<p style="text-align:justify;">Intanto i giornali, forse sospinti da qualcuno che non perde la speranza che qualcosa confermi le ostentate preoccupazioni e gli avvisi dei “servizi di sicurezza” americani sul maggior pericolo da attendersi, non fanno altro che rinnovare il loro servizio al “mercato della paura” evocando gli eventi.</p>
<p style="text-align:justify;">E’ lecito chiedersi quale possa essere il rapporto tra le improvvise esplosioni di massa in tutto il Medio Oriente nei Paesi Arabi rese possibili dall’improvviso abbandono dei dittatori locali ora in fuga, sorretti per decenni dall’Occidente e la decretata eliminazione dalla scena del mondo, di Ben Laden.</p>
<p style="text-align:justify;">Cosa sta preparando, qualcuno, nel Medio Oriente? <a title="" href="/Documents%20and%20Settings/Administrator.XPMODU.000/Desktop/Siccome%20la%20cosa%20pi%C3%B9%20sconcertante%20%C3%A8%20che%20non%20%C3%A8%20fregato%20nulla%20a%20nessuno.doc#_ftn1">[1]</a></p>
<p style="text-align:center;"> AGGIORNAMENTO</p>
<p style="text-align:justify;">Nel linguaggio dei “messaggi di vertice” (si tratti del &#8220;vertice apparente&#8221; o di quello reale) sia che si considerino i messaggi tra i vari rappresentanti del “potere formale ed apparente” tra di loro o di quello tra i primi ed i secondi, vengono ormai espresse tutte quelle comunicazioni, intese e programmazioni tra le forze invisibili dei vari livelli del potere che non possono essere comunicate e tradotte con il linguaggio comune ed ufficiale.  La scelta di Obama di eliminare il mito Bin Laden, appartiene al  &#8221;linguaggio per simboli e messaggi&#8221; inviato agli altri rappresentanti del potere esteriore ed apparente di tutto il mondo ed indica che è avvenuta una svolta, un cambiamento nell’attuazione del programma “globalista” e significa che è partito un “nuovo ordine”.  Vuole significare che è ora di smettere con l’utilizzo della strategia “anti Bin Laden”,  “anti Al Qa’ida” ed “anti Islam” in senso stretto; ormai vanno cambiati i riferimenti. Il progetto finale è sempre lo stesso ma sono le forze in gioco e le formule verbali con i loro simboli che sono diventate inadeguate ed obsolete; peraltro, con la loro fissazione su certi schemi, non permettono di colpire tutto quello che fa da ostacolo al progetto finale di globalizzazione nel suo aspetto più completo e finalistico.  Così, senza prospettarsi minimamente l’impossibile discredito sulla montatura dell’Amministrazione Bush e sulle reali risvolti che sono stati dietro ad essa; discredito che significherebbe infrangere il “sacrario” della perfezione del sistema americano e dei suoi governi ma che abbatterebbe l’ideale ed il mito stesso egli Stati Uniti e della sua democrazia, Obama ha sigillato il tempo della montatura Bush.  Senza negarla; senza discreditarla; senza tacciarla di menzogna; senza demonizzarla ma, per mantenere quel mito di continuità essenziale al di la delle apparenze formali di differenza di gestione tra le varie Amministrazioni, l’ha chiusa, sigillata testimoniando lui stesso che Bin Laden è stato eliminato. Il “mostro immaginario” e di cartone è stato abbattuto dunque ora bisogna andare avanti; cambiare strada.  E se subito le forze reazionarie all’interno dei “servizi statunitensi” si sono fatte sentire avvertendo come una minaccia che il terrorismo islamico non è per questo venuto meno ma, anzi, si rafforzerà… dall’altro lato sono iniziate le “rivoluzioni colorate” all’interno dei vari Paesi islamici quale segno indicativo della “nuova svolta” strategica.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">            A questa luce prendono significato anche gli ultimi fatti di Oslo ove l’obiettivo non è più soltanto l’Islam ma anche quel che è rimasto, poco o niente che sia, di tradizionale, nello stesso Cattolicesimo.  Presto toccherà, per paradossale che a certuni possa apparire quest’affermazione, anche all’Ebraismo più ortodosso e alle altre forme tradizionali del Mondo Orientale.</p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;">E’ anche questa la ragione per la quale, nei presunti siti del pazzo di Oslo, Anders Behring Breivik, è stata trovata una mole impressionante di materiale che va dal cattolicesimo tradizionalista, ai Templari, al nazismo, alla Massoneria, all’attacco all’Islam, fino ai miti del Graal, celtici, orientali e via dicendo.  E’ infatti ora di farla finita con tutto ciò che non parla il linguaggio omologato, convenzionale, pratico e conformista:  unico adatto ad una “civiltà dei consumi” e dei “piaceri” mai tuttavia disgiunta dal parallelo sottofondo di angoscia e di paura, di ricatto e di illusioni che deve comunque essere sempre sottilmente minacciato.       </p>
<p class="MsoNormal" style="text-align:justify;"> Carlo CORBUCCI</p>
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<hr align="left" size="1" width="33%" />
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<p style="text-align:justify;"><a title="" href="/Documents%20and%20Settings/Administrator.XPMODU.000/Desktop/Siccome%20la%20cosa%20pi%C3%B9%20sconcertante%20%C3%A8%20che%20non%20%C3%A8%20fregato%20nulla%20a%20nessuno.doc#_ftnref1">[1]</a> Piuttosto una interessante circostanza: il giorno dopo in cui veniva si era appresa la notizia della morte di Bin Laden si svolgeva a Bologna il processo di Appello contro uno dei soliti gruppi di islamici accusati di terrorismo.  Non li abbiamo visti vestiti in lutto; non abbiamo visto nei loro visi e nelle loro parole nessuna delusione o sconforto ma nient’altro che la preoccupazione di dimostrare alla Corte la loro innocenza e tornare alle loro famiglie. Sulla notizia neppure un accenno o un segno di sorpresa o di qualunque sentimento.  Che razza di terroristi islamici…  ingrati fino in fondo…!</p>
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<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/legittimadifesa.wordpress.com/207/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/legittimadifesa.wordpress.com/207/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=legittimadifesa.wordpress.com&#038;blog=14299756&#038;post=207&#038;subd=legittimadifesa&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>CHI E&#8217; IL MIGLIORE? a proposito di chi da &#8220;scandalo&#8221; secondo la Legge Coranica.</title>
		<link>http://legittimadifesa.wordpress.com/2011/01/29/chi-e-il-migliore-a-proposito-di-chi-da-scandalo-secondo-la-legge-coranica/</link>
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		<pubDate>Sat, 29 Jan 2011 12:03:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>legittimadifesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[LEGGE CORANICA E SCANDALO - BERLUSCONI SCANDALO? - chi fa scandalo? - Chi è il migliore? - Caso Berlusconi: chi fa lo scandalo e chi lo divulga -]]></category>

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		<description><![CDATA[   CHI E’ IL MIGLIORE?  A PROPOSITO DI CHI FA VERAMENTE SCANDALO. SECONDO LA LEGGE CORANICA:    “Innocente”  Berlusconi   e cento frustate in pubblico ai Pubblici Ministeri? *** La legge coranica e l’Islam stabiliscono che, colui che afferma pubblicamente, come accusa, che una persona ha commesso adulterio o si è congiunto carnalmente con un’altra che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=legittimadifesa.wordpress.com&#038;blog=14299756&#038;post=200&#038;subd=legittimadifesa&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;"> </p>
<div style="text-align:auto;"> CHI E’ IL MIGLIORE?</div>
<p> A PROPOSITO DI CHI FA VERAMENTE SCANDALO.</p>
<p>SECONDO LA LEGGE CORANICA:    “Innocente”  Berlusconi   e cento frustate in pubblico ai Pubblici Ministeri?</p>
<p style="text-align:center;">***</p>
<p style="text-align:justify;">La legge coranica e l’Islam stabiliscono che, colui che afferma pubblicamente, come accusa, che una persona ha commesso adulterio o si è congiunto carnalmente con un’altra che non gli è lecita, DEVE PORTARE QUATTRO TESTIMONI CHE ABBIANO VISTO CONTEMPORANEAMENTE LA PENETRAZIONE; DIVERSAMENTE, QUALE CHE POSSANO ESSERE LA SOMMA DELLE APPARENZE E PERSINO LA VERITA’ SOSTANZIALE,  COLORO CHE HANNO RIFERITO LA NOTIZIA E COLORO CHE L’HANNO PORTATA AVANTI E SORRETTA, DEBBONO ESSERE CONSIDERATI CALUNNIATORI E DEVONO ESSERE PUNITI PUBBLICAMENTE CON 100 FUSTATE.</p>
<p style="text-align:justify;"> La cosa, nell’ottica di una mentalità abituata al moralismo ipocrita e alle strumentalizzazioni dei principi e dei valori in chiave interessata e personalistica, può sembrare paradossale ma risponde in realtà ad un superiore significato del vero concetto di spiritualità e della vera funzione della moralità:  lo scandalo è ciò che appare; ciò che viene fatto emergere non già ciò che rimane nella sfera personale della quale si rende conto soltanto a Dio, secondo le intenzioni profonde e le azioni che realmente sono state compiute.</p>
<p style="text-align:justify;"> Il secondo principio base di una civiltà tradizionale è che lo scandalo va coperto e non invece scoperto per cui se a scoprirlo è chi ha commesso un’azione turpe quasi a vantarsene o per una sua evidente imprudenza è normale che sia considerato colpevole e paghi; se invece a scoprirlo, a portarlo alla luce è un terzo… “<em>che produca costui 4 testimoni che confermino quello che dice</em>” (Corano); testimoni che abbiano visto l’atto della penetrazione dei membri simultaneamente, non bastando neppure la mimica dei movimenti, la posizione dei corpi, la circostanza.</p>
<p style="text-align:justify;"> Se l’accusatore produrrà ciò, il colpevole potrà persino essere lapidato <span style="text-decoration:underline;">ma se non lo farà l’accusatore dovrà essere svergognato come calunniatore, suscitatore egli solo di scandalo, e punito con 100 frustate.</span></p>
<p style="text-align:justify;"> La cosa è in fondo fin troppo ovvia quando si riacquisti una capacità di autentico giudizio; infatti, una civiltà tradizionale vuole esempi di bene non di male e, anche se è consapevole che il male esiste e che qualcuno che dovrebbe essere esempio di bene può benissimo nella sua intimità essere un trasgressore, <span style="text-decoration:underline;">se costui non rende trasparente all’esterno</span> quel suo essere e l’azione non si palesi per una qualche imprudenza o impertinenza quasi a farsene vanto o a voler negare il valore della morale ed anzi si adoperi a celare quel male che si presume a torto o a ragione nascosto dietro l’apparenza di un comportamento esteriore, formalmente corretto e conforme alla morale comune, <span style="text-decoration:underline;">non è lecito accusarlo ne’ provocarne l’emersione.</span></p>
<p style="text-align:justify;"> Per rendere trasparente all’esterno deve poi darsi il caso che questo si realizzi nella modalità appunto indicata dalla Legge sacra e non da un sentimento di morale comune più o meno sincera o ipocrita. Neppure può valere a fondare (e neppure a presumere) l’accusa di adulterio o di illecita congiunzione carnale: lo stile di vita o il fatto che la persona evidenzi altri generi di trasgressioni quali possono essere la licenziosità del linguaggio, il mancato rispetto delle regole di abbigliamento o di doverosa distanza dai soggetti dell’altro sesso oppure la coincidenza di feste licenziose.  Questi sono elementi che possono costituire comportamenti anche proibiti e condannabili da altri punti di vista e suscettibili di sorreggere un altro genere di accuse ma non quella di “adulterio” e di congiunzione carnale.    </p>
<p style="text-align:justify;"> Ne consegue che, chiunque, facendo credere di agire per la morale, si adopera a dimostrare quanto un’altro sia immorale e a far conoscere ciò agli altri, è lui che fa scandalo e non la persona che viene accusata anche ove fosse vero ma non fosse poi capace di dimostrarlo nel modo voluto dalla Legge divina.  La ragione è evidente: un’accusa di quel genere, nell’ottica tradizionale, è terribile per l’accusato e per la società nella quale vive e scoprire il peccato agisce in modo invasivo dilagando nell’esempio e nell’emulazione; e poiché è talmente grave da portare fino alla lapidazione, chi la lancia e non è capace di dimostralo nel modo voluto, deve essere punito per aver sollevato lui lo scandalo.  Quando poi lo facesse non per un ragione di morale autentica; per far punire il colpevole ma per scalzarlo dalla sua posizione, per invidia, per odio politico, per farsi clamore o per evidenziare a mondo quanto il suo avversario sia corrotto e scandaloso, è lui l’unico vero corruttore e responsabile del discredito che ha gettato nel suo Paese.</p>
<p style="text-align:justify;"> Il versetto istitutore della legge sacra sul punto in questione è stato rivelato in occasione della maldicenza che alcuni avevano tramato contro il Profeta e la sua giovane sposa ‘Aisha verso la quale era stato sollevato un dubbio circa una possibile relazione che ella avrebbe potuto avere con una giovane guarda del corpo. </p>
<p style="text-align:justify;">Nel Cristianesimo originario, prima che la morale diventasse moralismo interessato, veniva portato l’esempio di Giovanni Battista che rimproverava duramente Erode <span style="text-decoration:underline;">di dare</span> scandalo esibendo in pubblico la sua amante che gli era interdetta secondo la Legge sacra in quanto nipote, più che <span style="text-decoration:underline;">di fare</span> scandalo con lei nella sua intimità privata; “peccato” del quale avrebbe eventualmente reso conto a Dio e non agli uomini.</p>
<p style="text-align:justify;"> E’ evidente che anche nell’ottica della Legge sacra non è “tecnicamente” illegittima l’azione giudiziaria mirata ad accertare, ai fini di una giusta punizione, un reato (nel caso in specie, l’accusa di illegittima congiunzione carnale) perché è logico che ogni notizia di reato impone l’accertamento ma, fattane le dovute distinzioni sul genere di reato, quest’accertamento deve essere fatto nell’assoluta riservatezza, evitando il clamore e lo scandalo (della notizia più che del fatto) e disponendo, prima che la notizia divenga pubblica o non potendolo impedire, già preliminarmente della prova dei 4 testimoni.  Se queste condizioni non sono rispettate il giudice inquirente che coltiva l’accusa, concorre nella calunnia e nella pena per avere dato scandalo, insieme all’accusatore.</p>
<p style="text-align:justify;"> E’ evidente che l’articolo, pur con il suo fondo essenziale di verità, vuole essere paradossalmente “provocatorio” e porre soprattutto in risalto la qualità e la natura dell’ultimo e più recente “anello evolutivo” della specie “uomo moderno” in genere, indistintamente dalle sue soltanto apparentemente divergenti “opinioni politiche” e non vuole essere affatto una giustificazione delle vicende personali dell’attore di turno ma neppure dei suoi censori impegnati in una “inquisizione”  non troppo evidentemente “santa”.</p>
<p style="text-align:justify;">                                                                                         Carlo Corbucci</p>
<p style="text-align:justify;">Può affermarsi che i quotidiani  “LIBERO”  e  “IL GIORNALE”  avrebbero forse qualcosa da imparare e per cui essere riconoscenti da quello che mostrano di considerare il loro principale nemico: l’ISLAM?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/legittimadifesa.wordpress.com/200/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/legittimadifesa.wordpress.com/200/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=legittimadifesa.wordpress.com&#038;blog=14299756&#038;post=200&#038;subd=legittimadifesa&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>La replica della Direzione del carcere di Rossano al nostro intervento</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Aug 2010 22:34:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>legittimadifesa</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Pubblichiamo doverosamente per correttezza e giusta informazione la risposta della Direzione del Carcere di Rossano al nostro intervento operato a seguito delle proteste di alcuni detenuti tra i quali nostri assistiti.  Noi ci auguriamo sempre che le proteste come pure le chiarificazioni quando seguono, dimostrando come in questo caso un&#8217; apprezzabile sensibilità umana e professionale, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=legittimadifesa.wordpress.com&#038;blog=14299756&#038;post=186&#038;subd=legittimadifesa&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">Pubblichiamo doverosamente per correttezza e giusta informazione la risposta della Direzione del Carcere di Rossano al nostro intervento operato a seguito delle proteste di alcuni detenuti tra i quali nostri assistiti.  Noi ci auguriamo sempre che le proteste come pure le chiarificazioni quando seguono, dimostrando come in questo caso un&#8217; apprezzabile sensibilità umana e professionale, contribuiscano sempre a migliorare i rapporti e le condizioni tra custodi e custoditi.</p>
<p>Avv.ti  Carlo Corbucci e Carolina Scarano.<span id="more-186"></span></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://legittimadifesa.files.wordpress.com/2010/08/mercoledi1.jpg"><img class="size-medium wp-image-190 aligncenter" title="mercoledì1" src="http://legittimadifesa.files.wordpress.com/2010/08/mercoledi1.jpg?w=203&#038;h=300" alt="" width="203" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://legittimadifesa.files.wordpress.com/2010/08/mercoledi21.jpg"><img class="size-medium wp-image-195 aligncenter" title="mercoledì2" src="http://legittimadifesa.files.wordpress.com/2010/08/mercoledi21.jpg?w=199&#038;h=300" alt="" width="199" height="300" /></a></p>
<p style="text-align:center;"><a href="http://legittimadifesa.files.wordpress.com/2010/08/mercoledi31.jpg"><img class="size-medium wp-image-196 aligncenter" title="mercoledì3" src="http://legittimadifesa.files.wordpress.com/2010/08/mercoledi31.jpg?w=190&#038;h=300" alt="" width="190" height="300" /></a></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/legittimadifesa.wordpress.com/186/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/legittimadifesa.wordpress.com/186/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=legittimadifesa.wordpress.com&#038;blog=14299756&#038;post=186&#038;subd=legittimadifesa&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>ALTRO ESTATE D&#8217;INFERNO NELLE CARCERI PER I DETENUTI ISLAMICI</title>
		<link>http://legittimadifesa.wordpress.com/2010/07/13/altro-estate-dinferno-nella-carceri-per-i-detenuti-islamici/</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Jul 2010 12:26:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>legittimadifesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terrorismo islamico in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[- Avv. Carolina Scarano]]></category>
		<category><![CDATA[- Avv. Giovanni Destito]]></category>
		<category><![CDATA[altra estate d'inferno nelle carceri per i detenuti islamici]]></category>
		<category><![CDATA[Avv. Anna Barone]]></category>
		<category><![CDATA[Avv. Carlo Corbucci]]></category>
		<category><![CDATA[Carcere Rossano Scalo]]></category>
		<category><![CDATA[detenuti islamici]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizi anti-islamici]]></category>
		<category><![CDATA[pregiudizi per i detenuti islamici]]></category>

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		<description><![CDATA[Sollecitati dalle continue accorate lettere di detenuti che anche quest&#8217;anno in pieno estate stanno pervenendo ai difensori, si è sentito il dovere di scrivere alla Direzione del Carcere di Rossano. *** COPIA   DELLA   LETTERA   INVIATA   DAGLI AVV.TI CARLO CORBUCCI   E   CAROLINA SCARANO  ALLA DIREZIONE DEL CARCERE DI ROSSANO SCALO [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=legittimadifesa.wordpress.com&#038;blog=14299756&#038;post=166&#038;subd=legittimadifesa&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:left;">
<p style="text-align:left;">Sollecitati dalle continue accorate lettere di detenuti che anche quest&#8217;anno in pieno estate stanno pervenendo ai difensori, si è sentito il dovere di scrivere alla Direzione del Carcere di Rossano.</p>
<p style="text-align:center;">***</p>
<p style="text-align:center;">COPIA   DELLA   LETTERA   INVIATA   DAGLI AVV.TI CARLO CORBUCCI   E   CAROLINA SCARANO  ALLA DIREZIONE DEL CARCERE DI ROSSANO SCALO (CS)</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Oggetto:  Situazione detenuti islamici –</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Non abbiamo dato seguito alle prime lettere di detenuti, nostri assistiti, che ci pervenivano nei giorni addietro in quanto ritenevamo e speravamo che si trattasse di esagerazioni aggravate dal disagio favorito dal forte caldo stagionale; però, poiché non si tratta più di due o tre persone ma di quasi tutti i detenuti “islamici”, la cosa ci induce a chiedere chiarimenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Lamentano i vari detenuti che, per reazione ad una pacifica pretesta mirata soltanto ad ottenere gli stessi benefici degli altri detenuti, essi sono stati privati, per punizione, del cibo giornaliero, dell’ora d’aria, della doccia e della preghiera.  L’esasperazione sembrerebbe giunta ad un punto tale che tre detenuti (Serai, Khammoun e Radi) hanno tentato il suicidio, il secondo ingerendo 25 pasticche di psicofarmaci ed una bottiglia di detersivo ed il terzo ferendosi ad una mano con gran perdita di sangue.  Serai, poi, sembrerebbe essere stato colpito da un episodio di infarto.</p>
<p style="text-align:justify;">La situazione sembra ricordare quanto era già successo a Macomer lo scorsa estate ma poi tutto era rientrato per l’allentamento dei “rigori” applicati.</p>
<p style="text-align:justify;">Non nascondiamo la perplessità che sorge legittima  nel constatare che i “rigori” (chiusura del blindo, divieto dell’aria e della doccia) vengano applicati sempre nel massimo della calura estiva pur nella consapevolezza di prevedibili reazioni ma non rinunciamo a sperare che la situazione, ove corrispondesse effettivamente a quella rappresentataci, abbia a cessare nel più breve tempo possibile.</p>
<p style="text-align:justify;">Da parte nostra, abbiamo sempre assicurato la nostra collaborazione nell’invitare i nostri assistiti a mantenere la calma, a cercare di capire le esigenze di ordine, ad avere pazienza e ad evitare ogni possibile forma di comportamento che potesse essere scambiato per provocazione o suscitare preoccupazione negli addetti alla custodia.  E’ però necessaria un minimo di comprensione anche da parte dei custodi che, se è pur vero che sono “allertati” dalle titolazioni suggestive dei capi di imputazione riportati nelle sentenze di condanna e dalle relazioni riferite negli “statini-matricola” che descrivendo i detenuti come soggetti “…<em>massimamente pericolosi</em>”,  invitano a tenerli “…<em> sotto costante controllo e pressione, a vista</em>”,  è altrettanto vero che le realtà processuale che li ha riguardati, ha riferito sempre ed unicamente che, contrariamente alle precostituite rappresentazioni a fine mediatico, la loro attività “terroristica” (quando peraltro si sia ritenuto di averne raggiunta la prova), non si sarebbe caratterizzata in altro che nel desiderio di raggiungere l’Iraq o l’Afghanistan per unirsi alle forze di resistenza locali, senza alcuna contestazione specifica quale, ad esempio, di star progettando operazioni o azioni stragiste o attentati di alcun genere, in Italia o altrove.</p>
<p style="text-align:justify;">Questa precisazione è resa al solo fine di ristabilire un po’ di equilibrio e di chiarezza ma anche per significare che riusciamo a comprendere perfettamente come e perché, in presenza di un certo genere di “disinformazione”, chi è addetto alla custodia di queste persone, possa comprensibilmente essere portato a non usare ne’ umanità ne’ eccessivo scrupolo, finendo con ciò, inconsapevolmente, con l’innescare reazioni a catena dove, “custodi” e custoditi”, finiscono per essere entrambi vittime di un sistema e di un programma che anziché renderli solidali ognuno nei rispettivi ruoli, li allontana maggiormente.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Avv. Carlo CORBUCCI                               Avv. Carolina SCARANO</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/legittimadifesa.wordpress.com/166/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/legittimadifesa.wordpress.com/166/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=legittimadifesa.wordpress.com&#038;blog=14299756&#038;post=166&#038;subd=legittimadifesa&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
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		<title>oltre il 270 bis c.p.: &#8220;silenziose tappe del Nuovo Ordine?&#8221;</title>
		<link>http://legittimadifesa.wordpress.com/2010/06/27/155/</link>
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		<pubDate>Sun, 27 Jun 2010 11:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>legittimadifesa</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terrorismo islamico in Italia]]></category>
		<category><![CDATA[- Avv. Carolina Scarano]]></category>
		<category><![CDATA[- Avv. Giovanni Destito]]></category>
		<category><![CDATA[270 bis: come eluderne i limiti ed assicurare condanne]]></category>
		<category><![CDATA[Apologia del terrorismo: nuovo reato di sentimento e di pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[Avv. Anna Barone]]></category>
		<category><![CDATA[espressione del sentimento e del pensiero può essere ormai istigazione o apologia del terrorismo. Avv. Carlo Corbucci]]></category>
		<category><![CDATA[le ultime condanne di Bologna e di Perugia]]></category>
		<category><![CDATA[ogni sfogo]]></category>
		<category><![CDATA[oltre il 270 bis c.p. nuova tappa repressiva del pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[trucchi dialettici]]></category>

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		<description><![CDATA[SUPERATO IL LIMITE DEL 270 BIS C.P. SULLA NECESSITA’ CHE IL “PERICOLO” INERISCA L’AZIONE E NON IL PENSIERO ED IL SENTIMENTO: D’ORA IN POI E’ ISTIGAZIONE O APOLOGIA DI TERRORISMO ANCHE CONDIVIDERE L’IDEOLOGIA (O IL MODO DI CONCEPIRE LA RELIGIONE) DEGLI ACCUSATI DI TERRORISMO. Capitolo tratto dal libro “Il terrorismo islamico: mistificazione senza realtà?” di [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=legittimadifesa.wordpress.com&#038;blog=14299756&#038;post=155&#038;subd=legittimadifesa&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align:center;">SUPERATO IL LIMITE DEL 270 BIS C.P. SULLA NECESSITA’ CHE IL “PERICOLO” INERISCA L’AZIONE E NON IL PENSIERO ED IL SENTIMENTO: D’ORA IN POI E’ ISTIGAZIONE O APOLOGIA DI TERRORISMO ANCHE CONDIVIDERE L’IDEOLOGIA (O IL MODO DI CONCEPIRE LA RELIGIONE) DEGLI ACCUSATI DI TERRORISMO.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;"><em>Capitolo tratto dal libro</em></p>
<p style="text-align:center;"><em>“Il terrorismo islamico: mistificazione senza realtà?”</em></p>
<p style="text-align:center;">di Carlo Corbucci</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:center;">***</p>
<p style="text-align:justify;">Nel corso dell’esame dei casi giudiziari di presunto &#8220;terrorismo islamico&#8221; risoltisi con sentenze di condanna, abbiamo avuto modo di verificare non soltanto attraverso quali aggomitolamenti dialettici certe sentenze arrivino a stabilire la colpevolezza di vari gruppi di imputati ma anche come, quando a ciò vengano costrette dal rigore delle argomentazioni e delle eccezioni delle Difese, soprattutto negli ultimi tempi abbiano infine ripiegato su ammissioni che, almeno nelle prime sentenze di condanna, non venivano mai fatte allorché lasciavano invece volentieri in quell’equivoco che abbiamo spesso evidenziato: l’equivoco di far credere o lasciar credere all’opinione pubblica già a ciò preparata dai “mass media”, che gli imputati condannati erano stati riconosciuti colpevoli, esattamente delle accuse riportare nei suggestivi “capi di imputazione”, cioè, attentati, stragi, attività terroristiche, ecc.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Soltanto allorché il trucco cominciava ad emergere e le contestazioni difensive espresse nei vari Motivi d’Appello costringevano le Corti a fare distingui e chiarimenti, le sentenze dovevano finalmente dare atto che i processi in questione non avevano lo scopo di dimostrare che il gruppo di imputati in processo erano accusati o colpevoli di aver effettivamente compiuto stragi o di star predisponendo atti mirati a compiere stragi; ne’ che ci si trovava di fronte a persone “colte nel sacco” ed in procinto di commettere qualche attentato, come pur le prime inchieste apertamente dichiaravano all’opinione pubblica. Da un certo momento in poi, le Corti erano finalmente costrette a chiarire, dandovi il più ampio rilievo, che il reato previsto dall’art. 270 bis c.p. non chiede tutto questo e non presuppone affatto tutte queste prove essendo sufficiente qualche riscontro al sospetto che un gruppo possieda una potenzialità sufficientemente pericolosa.</p>
<p style="text-align:justify;"><span id="more-155"></span></p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Questa è finalmente un’ammissione che ha il merito della chiarezza e che non consente speculazioni anche se continua a raggiungere quello che probabilmente era uno degli scopi di certe operazioni: quello di “terrorizzare” e di indurre soggetti troppo curiosi e troppo solidali sul piano ideologico con le ragioni della resistenza dei Paesi arabi o dei movimenti politici conservatori di ispirazione islamica, a tenersi lontani dalle informazioni sugli esiti interni delle campagne militari, sulle ragioni diffuse dai vari gruppi attraverso i canali di divulgazione mediatica e a scoraggiare eccessive solidarietà che disturbino l’informazione ufficiale e convenzionale sui fatti di terrorismo e sulle origini e sulle cause reali di certi fenomeni.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">E’ ormai chiaro che la cosiddetta “legislazione di emergenza”, a scopo preventivo ed “a tutela anticipata”, era ed è in realtà un sistema per colpire le idee ed i sentimenti ritenuti scomodi; ma poiché un sistema la cui vetrina di esposizione sono la “democrazia” e la libertà, non si può apertamente proibire la professione di determinate idee e la condivisione di sentimenti, anche quando essi siano la negazione del sistema stesso, se non a condizione di contraddirsi e di negarsi, è evidente che la “Giurisprudenza di Legittimità” (cioè quella della Cassazione) sia formalmente costretta a fissare, almeno astrattamente, principi che svolgano un ruolo quanto meno di facciata.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Ecco allora che Cassazione sembrerebbe porre dei limiti all’applicazione del 270 bis laddove precisando che non è necessario che si verifichi l’evento temuto; che non è necessario che gli imputati abbiano stilato un programma ed un progetto precisi essendo sufficiente che possiedano un minimo di offensiva deducibile da vari elementi, precisa però ulteriormente che è tuttavia pur sempre necessario che quel minimo di potenzialità effettiva sussista veramente perché, diversamente, si rischierebbe di colpire espressioni del pensiero che trovano tutela proprio in quell’ordinamento che pur i soggetti ideologicamente osteggiano.</p>
<p style="text-align:justify;">In parole povere l’elemento di discriminazione tra il “penalmente rilevante” ed il “penalmente irrilevante” è costituito dal passaggio dalla sfera del pensiero e del sentimento a quella dell’azione. Anche l’azione però, si ha cura di precisare, deve avere un minimo di offensività, essere cioè fuori dalla sfera del consentito ed essere realisticamente indicativa di una volontà di tradurre in atto ciò che nel pensiero può essere ancora lecito, cioè, di fare un’opposizione al sistema in termini di violenta, agire nel verso di rovesciare l’ordine costituito o compiere azioni di violenza di natura terroristica o tali considerate dagli accordi internazionali.</p>
<p style="text-align:justify;">Che lo scrupolo e l’indicazione dei limiti di separazione tra il pensiero, il sentimento, il “penalmente irrilevante” (magari anche se moralmente e politicamente “immorale”) e la prima manifestazione dell’azione che segnerebbe il passaggio al “penalmente rilevante”, alla violazione, al reato vero e proprio, sia soltanto strumentale, una copertura di facciata per far salve le apparenze democratiche, è dimostrato dagli effetti pratici che si producono nei processi.</p>
<p style="text-align:justify;">Che cosa avviene infatti?  Una volta inquadrati gli imputati nell’ambito di un’ideologia che rifiuta certe scelte che il sistema definisce “democratiche” (ad esempio: la deliberazione di invadere Paesi considerati antidemocratici e di portavi la democrazia); una volta dimostrato che l’ideologia degli imputati rifiuta ed osteggia certi ideali che si ritengono fondanti della “civiltà occidentale”; una volta che venga dimostrato che essi disprezzano le scelte del sistema e ne auspicano la crisi, la caduta, la disgrazia, il giudicante non si pone nella disponibilità di verificare se tutto questo appartenga alla sfera del sentire, del pensiero, del sentimento e dell’emozione, ma si pone quasi accanitamente alla ricerca di quegli elementi che possano ritenersi indicativi nella vita pratica dei soggetti e nell’azione, di quel passaggio dalla sfera ideale a quella dell’azione colpevole.</p>
<p style="text-align:justify;">Si rovescia così il principio generale del diritto penale: non la prudenza di vedere se si stia per colpire il libero esercizio della facoltà mentale e della libertà interiore del soggetto inquisito ma la ricerca del  “come”  possa essere dimostrato che gli imputati sono effettivamente passati dalla sfera del “sentire” a quella dell’”agire” e poi, “come” questo agire possa essere fatto rientrare nella categoria del “penalmente rilevante”.</p>
<p style="text-align:justify;">Quest’attività diventa una vera e propria “caccia grossa” che a volte assume i tratti di un accanimento scopertamente, se non addirittura spudoratamente evidente, di certe presidenze delle Corti d’Assise, maggiore addirittura di quello di certe Pubbliche Accuse.</p>
<p style="text-align:justify;">La pratica giudiziaria insegna che, una volta impostate le cose con questi presupposti, non è difficile creare una confusione tale che la sfera del pensiero e del sentimento possano farsi passare per “azione” e poi per “azione penalmente rilevante”.  Anzi, può ben capirsi quanto sia facile, una volta raccolta una mole di materiale (libri e scritti) di forte critica al sistema ed una volta incollati a personalità sicuramente non inquadrabili nella categoria dei comuni soggetti rintracciabili negli schemi massificati dei patiti del pallone, della moda e delle discoteche, far passare certi comportamenti anticonformisti, anche i più innocenti possibili, per fasi propedeutiche o atti preparatori di un passaggio all’azione.</p>
<p style="text-align:justify;">Ed è proprio sull’attività di rendere confusa l’azione che si concentra la Pubblica Accusa e che sulla quale si ingegnano certe Corti laddove vogliano ad ogni costo giungere ad una sentenza di condanna.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo spiega perché, le Pubbliche Accuse nelle requisitorie finali all’esito del processo, sono finalmente costrette a fare un improvvisa virata passando dal tono allarmistico tenuto nella fase indagini (con il supporto della stampa) ad un tono di ammissione dove quasi tutta la requisitoria si esaurisce nel far capire alle Corti popolari che non è richiesta alcuna prova; che non è richiesto che gli imputati abbiano mai messo in opera comportamenti mirati a compiere atti terroristici, azioni violente o che altro perché il 270 bis è un “reato di pericolo” a “tutela anticipata” e non un reato che colpisce azioni specifiche.  Infatti, allorché dall’intera istruttoria non è emerso nulla che possa evidenziare i gravi riferimenti alle intenzioni stragiste ma soltanto frasi e sentimenti, sfoghi e rabbia, come si può motivare una richiesta di condanna per quello specifico capo di imputazione?  Non altrimenti che facendo capire alla Corti popolari che questo non è richiesto dalla norma che anticipa il pericolo e punisce il potenziale non l’effettivo. A quel punto, le precisazioni di Cassazione che invitano le Corti a verificare che un minimo di potenzialità effettiva riconducibile all’azione ci sia affinchè non si rischi soltanto di colpire espressioni, per quanto forti e fanatiche, del pensiero, non hanno alcun valore se i due giudici togati (Presidente e vice presidente) non hanno voglia di far capire questo ulteriore elemento. E non saranno certo le Corti popolari, con l‘immediato sentimento che esprimono a sopperire a questa omissione visto che per loro sarà facilissimo confondere, tranne rare eccezioni, la reazione emotiva che sorge in loro dall’impatto con espressioni forti di un pensiero non convenzionale, con l’accusa che viene formulata contro gli imputati.  Sarà mai in grado una Giuria popolare di comune cultura, non credere che le espressioni di “fanatici musulmani” che nel loro linguaggio comune parlano di “miscredenti”, di “vendetta di Dio”, di vili Americani ed Occidentali, che certa gente è colpevole di tutto quello che la si accusa.  Interesserà mai ad un membro della giuria popolare sapere che Cassazione precisa che il pensiero, forte e grave che sia non ha rilevo se non come un elemento indicativo che deve però trovare conferme almeno in un minimo di capacità offensiva e di azioni? E se la presidenza, nella decisiva fase di elaborazione della sentenza in Camera di Consiglio, non avrà alcun interesse a suscitare questo argomento che non può fare altro che complicare le cose ove si vogliano scorciatoie verso una condanna ne’ a confermarne la giustezza ove fosse stato trattato dalle difese, quale può essere l’esito se non una condanna?</p>
<p style="text-align:justify;">Questo secondo passaggio, cioè la dimostrazione che, gli imputati, dal pensiero e dal sentimento sono passati ad azioni concrete penalmente rilevanti nel verso dell’accusa di terrorismo, non viene quasi mai fatto perché rischia di sollevare il velo e di relativizzare la prima parte del discorso; quella per la quale non serve altro che il “pericolo generico” che può risultare sufficientemente dimostrato dalla forza di certe espressioni motive tipiche del linguaggio degli imputati e della loro cultura.  Lo sforzo delle difese di richiamare l’attenzione su questo fatto diventa soltanto un esercizio dialettico che le giurie popolari interpretano come un espediente difensivo. Nel comune sentire popolare, infatti, che altro può servire, per condannare magari all’ergastolo una persona che qualifica la propria cultura ed i propri sentimenti in termini che suscitano reazione?  Se si ascolta cosa invocato tante persone alla semplice notizia che un arabo accusato, magari falsamente come pure ci è capitato, di aver in qualche modo imposto il velo ad una moglie, ci si può ben rendere conto quanto poco basti in un processo per il 270 bis per convincere una giuria popolare che il gruppo di imputati va condannato anche soltanto per le espressioni che usa nelle sue conversazioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo per capire il valore che possano avere le raccomandazioni della Cassazione, quando vengano fatte e non siano anzi di tono tale da incoraggiare l’atteggiamento contrario alla prudenza, in questi processi, una volta che sia stato creata una tipologia di reato come l’art. 270 bis e seguenti.</p>
<p style="text-align:justify;">Insomma, la prova che gli imputati usano un certo linguaggio, si interessano di conoscere gli esiti delle guerre in corso, accedono ad internet a siti vicini alla resistenza irachena ed afgana, esprimano sentimenti e desideri di potersi un giorno unire a quelli che “difendono la fede”, viene già identificato con la seconda fase, quella del passaggio all’azione; ed allora non resta più nulla da provare.</p>
<p style="text-align:justify;">Tuttavia, nonostante queste agevolazioni, lo sforzo dell’Accusa di far anche soltanto capire che cosa concretamente gli imputati avrebbero fatto di “terroristico”, soprattutto in relazione alle finalità ed alle intenzioni che vengono attribuite a certi comportamenti accessori rappresentati da quelli che vengono definiti i “reati fine” (documenti falsi, favoreggiamento dell’immigrazione, truffe, contraffazione di C.D. ecc.) almeno certe volte era veramente titanico; ma riesciva quasi sempre perché le Corti sono sovrane e le censure di legittimità non possono raggiungere il merito.  Così si è verificato e continua a verificarsi il paradosso che, anziché diventare titanico lo sforzo di provare la colpa, il dolo, diventa titanico quello di evidenziare l’inconsistenza delle accuse, proprio per il ruolo confusionario che viene fatto svolgere al pensiero ed al sentimento degli imputati, in presenza di un’evidenza carenza di azioni veramente penalmente rilevanti, tanto da rende inestricabili i fatti dai sentimenti, dalle espressioni emozionali e dalle idee.  E d’altra parte, un ragionamento contorto fatto da una sentenza per motivare la condanna fa storia e diritto mentre un ragionamento logico della difesa rimane nell’alea delle chiacchiere e relegato nel ruolo formale dei tentativi difensivi.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Tutte queste considerazioni avevano un senso fino a qualche tempo fa allorché, nel silenzio più completo, veniva approvato un nuovo titolo di reato con il quale sono state definitivamente aperte le porte verso una serie di divieti assoluti che la stragrande maggioranza della popolazione ma anche degli operatori del diritto ancora adesso ignora.  Con queste innovazioni diventano perfettamente inutili tutti i distinguo svolti sin qui.  Ci spiegheremo.</p>
<p style="text-align:justify;">Abbiamo evidenziato come il 270 bis e la giurisprudenza di legittimità, pur nella loro formulazione più estremistica, imponevano ancora che la “pericolosità” fosse inerente non già all’idea ed al pensiero in se stesso, portati dagli imputati; tanto meno al sentimento ma richiedeva un minimo di potenzialità offensiva tradotta in un minimo di azione; in un minimo di “progettualità”. E questo, diceva Giurisprudenza, in quanto diversamente si colpirebbero espressioni del pensiero che, pur se estremistiche e persino antidemocratiche, trovano garanzia proprio nella natura stessa di un sistema democratico. E si precisava che, proprio questo, costituisce la differenza tra un sistema democratico ed un sistema autoritario che, al contrario, vieta e punisce anche la semplice apologia intesa anche soltanto come la condivisione ideale o sentimentale di un’ideologia o di una metodologia violenta, senza con ciò istigare ad imitarla, a praticarla o impegnarsi ad imporla in qualche modo. Si invitava inoltre a tenere distinto il contenuto ideologico dalle applicazioni aberranti per la sua affermazione che qualcuno potrebbe farne, inquinando e compromettendo così il contenuto stesso in modo da criminalizzare anche quello, laddove esso può apparire “rivoluzionario” in senso filosofico ma non di violenza pratica. In un contesto di estremismo islamico questo significava che bisogna essere attenti a non colpire, con la scusa del “pericolo islamico” o del “terrorismo islamico” l’Islam quale forma di Spiritualità e quale Religione.<a href="/Documents%20and%20Settings/Administrator/Desktop/SUPERATO%20IL%20LIMITE%20DEL%20270%20BIS%20C.doc#_ftn1">[1]</a></p>
<p style="text-align:justify;">Nonostante l’onere di verificare rigorosamente se la soglia tra il pensiero e l’azione è stata superata, i fatti hanno dimostrato che era in realtà molto più semplice arrivare a concludere che soggetti fortemente coinvolti emotivamente ed ideologicamente in certi argomenti, soggetti fragili socialmente ed socialmente emarginati, potevano benissimo essere colpevoli di ciò di cui li si accusava. Tanto bastavano pochi elementi concorrenti nella loro vita: sfoghi, atteggiamenti, desideri, espressioni verbali tra il mistico e l’esaltato: una vera manna che si presta a fornire materiale ed occasione di copertura di quelle falle che certe ricostruzioni relative ai principali episodi di “grande terrorismo stragista” hanno lasciate aperte.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Fin qui poteva dirsi che l’art. 270 bis aveva due anime grazie alle quali, opposizione e maggioranza, falchi e garantisti, furono d’accordo nell’approvarla: i primi, consapevoli che una volta aperta la soglia di un articolo così ambiguo, ci avrebbero pensato le Procure e le Corti di merito a superare lo scoglio del passaggio tra il pensiero e l’azione allorché la tensione e la paura fossero alimentate da un adeguato supporto mediatico e da puntuali episodi di terrorismo; i secondi, rassicurati dal fatto che, la soglia di garanzia, era rappresentata dalla barriera che separa il pensiero dall’azione e che pertanto rimaneva garantita la libertà di pensiero e veniva punita soltanto l’effettiva potenzialità terroristica legata all’azione. Anche se i secondi si illudevano ed i fatti dimostravano quanto fosse facile far confondere i due piani nell’applicazione concreta, tuttavia la distinzione di principio restava nell’anima stessa della norma ove correttamente interpretata ed ove ci fossero ancora Corti che volessero svolgere verifiche rigorose senza pregiudizio.</p>
<p style="text-align:justify;">Da poco tempo a questa parte, le cose sono invece silenziosamente quanto improvvisamente cambiate.</p>
<p style="text-align:justify;">Se questa era la posizione fino a qualche tempo fa, ormai le distinzioni  e le precisazioni che abbiamo fatto non valgono più: per quanto incredibile possa apparire, oggi è vietato anche semplicemente il pensiero e l’esternazione del sentimento ed era evidente a chi avesse un minimo di intelligenza capire che si voleva e si doveva giungere, sin dall’inizio, a questo epilogo.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Cosa intendiamo dire e come sarebbe stato possibile far passare sotto silenzio un’innovazione di tale portata?  Semplicemente attraverso uno dei soliti “trucchi dialettici” racchiusi nelle titolazioni delle leggi a garanzia dell’Ordine pubblico e della popolazione.</p>
<p style="text-align:justify;">
<p style="text-align:justify;">Nel decreto cosiddetto “Pisano” che nel 2005 inaspriva la normativa antiterrorismo è stato inserita all’ultimo momento, allorché l’aula parlamentare si era quasi svuotata e tutti ritenevano che doveva essere approvato un certo emendamento che doveva diventare l’ultimo comma dell’art. 414 del codice penale, una parola determinante. Il codice penale già prevedeva la repressione e la punizione dell’”istigazione al terrorismo” ed alla violenza; il che è fin troppo giusto ed evidente: nessun può istigare alla violenza terroristica o giustificarla fornendogli così una forza ed un incoraggiamento. Questo è di evidenza immediata a chiunque; forse persino ad un terrorista vero, qualunque sia la sua reale identità e le sue motivazioni.</p>
<p style="text-align:justify;">Però, il “trucco nascosto” affinché potesse passarsi da questa posizione a quella che costituisce probabilmente la vera ragione occulta della normativa in questione, è rappresentato da una piccola aggiunta, fatta, come già detto, pochi minuti prima dell’approvazione.</p>
<p style="text-align:justify;">L’art. 414 riguarda la fattispecie dell’”istigazione a delinquere” titolato “dei delitti contro l’ordine pubblico” e recitava così: ”<em>Chiunque pubblicamente istiga a commettere uno o più reati è punito per il solo fatto dell’istigazione: 1- con la reclusione da uno a cinque anni, se trattasi di istigazione a commettere delitti;  2- con la reclusione fino ad un anno ovvero con la multa fino ad euro 206, se trattasi di istigazione a commettere contravvenzioni. Se si tratta di istigazione a commettere uno o più delitti e una o più contravvenzioni, si applica la pena stabilita al punto 1.  Alla pena stabilita dal n. 1 soggiace anche chi pubblicamente fa apologia di uno o più delitti</em>.”.</p>
<p style="text-align:justify;">La previsione dell’”apologia” esisteva dunque già dai tempi in cui dilagava il cosiddetto “terrorismo rosso e nero” ed aveva già suscitato molte reazioni in quanto si riteneva un pericoloso potenziale di repressione antidemocratica contro la libertà di pensiero e la Corte Costituzionale aveva infatti stabilito già nel 1970 (sent. N. 65) che l’unica “…<em>apologia punibile ai sensi dell’art. 414 è quella che, per le sue modalità, integra un comportamento concretamente idoneo a provocare la commissione di delitti, trascendendo la pura e semplice manifestazione del pensiero</em>”.</p>
<p style="text-align:justify;">L’emendamento aggiunto nel 2005 in occasione dell’approvazione del decreto “Pisano” riguardava un ulteriore comma che recitava così: ”<em>Fuori dai casi di cui all’art. 302, se l’istigazione di cui ai commi precedenti riguarda delitti di terrorismo o crimini contro l’umanità la pena è aumentata della metà</em>”.  Non è questa estensione che possa stupire visto che il problema è tornato di attualità con il vero o presunto “terrorismo islamico”.</p>
<p style="text-align:justify;">Quel che è inquietante e significativa è la parola aggiunga all’ultimo momento alla frase; vale a dire “<em>o l’apologia</em>”, sicchè la frase diventa: “<em>Fuori dai casi di cui all’art. 302, se l’istigazione </em>o<em> <span style="text-decoration:underline;">l’apologia</span> di cui ai commi precedenti riguarda delitti di terrorismo o crimini contro l’umanità la pena è aumentata della metà</em>”.</p>
<p style="text-align:justify;">Ora, applicata in concreto questa parola, alla luce delle scorciatoie dimostrate nell’applicazione del 270 bis, può diventare, e di fatto diventa, una censura contro qualunque atteggiamento di rifiuto e di negazione dei “fatti notori” e delle versioni convenzionali del potere.</p>
<p style="text-align:justify;">In poche parole, questa frase aggiustata con la parola aggiunta, diventa un potenziale utilizzabile al momento che si riterrà opportuno, e non soltanto per sanzionare e punire la “giustificazione del terrorismo” in una qualsiasi forma anche costituita dal semplice sforzo di spiegarlo, di evidenziarne le cause storiche, sociologiche, politiche, ma, cosa più probabile e pericolosa, per colpire chi negasse il fenomeno in se stesso prospettandosi di evidenziare le possibile, differenti alternative circa i dirigenti del terrore, la fonte dalla quale derivano e nella quale si annidano; in una parola, circa i soggetti reali del fenomeno “terrorismo islamico”, gli esecutori ed i mandanti reali di quelle stragi attribuite a gruppi e sigle evanescenti rivelatesi troppo comode alla strategia di guerra, alla globalizzazione di controlli e delle legislazioni, all’occupazione di territori strategici.</p>
<p style="text-align:justify;">In parole povere “apologeta del terrorismo” e “terrorista” può diventare non già chi esalta le gesta dei terroristi; chi le condivide; chi cerca di trovare una giustificazione se non addirittura le condivida pienamente, ma molto più semplicemente anche chi negasse; chi si permettesse di tentare di gettare luce; chi troppo invitasse a riflettere su elementi sospetti e scoperti; chi potrebbe dare l’impressione di rompere le uova nel paniere.</p>
<p style="text-align:justify;">Un risultato del genere è sicuramente più ambito, per certe forze che lavorano per il domani e guardano lontano, di quello di colpire un effettivo idiota che, facendo realmente apologia di terrorismo ed istigazione, dimostra con ciò stesso di credere, alla stessa stregua di tutti gli altri che cadono nella trappola mediatica, che le cose sono esattamente come le “versioni convenzionali” riferiscono e come quelli che le impartiscono, vogliono che si creda.</p>
<p style="text-align:justify;">Ed allora i veri obiettivi di certe “astuzie” viene da chiedersi chi debbono essere; chi siano mai quelli che vengono considerati “pericolosi” da certi “guardiani” non provvisori di un certo “sistema globale”.  Che pericolo può mai rappresentare per chi deve coprirsi e vuole che tutti credano esattamente la stessa cosa, qualcuno che, facendo fanatica testimonianza di condivisione, invitando anzi all’imitazione, rende esattamente il servizio che serve a chi deve coprirsi dalle responsabilità che debbono invece ricadere strategicamente su altri? Nessun pericolo, anzi un pregevole servizio; e se lo scopo era quello di atteggiarsi istrionicamente a far mostra di condivisione e di istigazione, poco mancherà che qualcuno, in un eccesso di soddisfazione di fronte a tanta disponibilità ed idiozia, non riuscendo a trattenersi gli mandi persino un biglietto dove non dovrebbe fare troppo stupore trovarvi la frase… “<em>la C.i.a. ed associati… ringraziano</em>”.</p>
<p style="text-align:justify;">Ecco dunque come, certe innovazioni finiscono per evidenziarsi come l’anello di passaggio a tutta un’altra imminente serie di attacchi alla libertà di pensiero e ai sentimenti intimi, con le relative operazioni di… antiterrorismo, di controlli ed arresti a catena.</p>
<p style="text-align:justify;">Ormai non si pone più il problema di distinguere tra pensiero, sentimento ed azione. Ormai è vietata la divulgazione del pensiero e del sentimento; l’esternazione e, ove possibile penetrare, anche il pensiero recondito se esso trova modo di esternarsi e di esprimersi in sfoghi anche momentanei, in sentimenti ed emozioni. Ormai si è capito che, una volta affermata una legislazione legge “a tutela anticipata”, tutto il resto verrà da solo.  L’istigazione potrà essere vista dai giudici di merito in ogni forma di azione, di esternazione, di pensiero. E se ciò non risultasse ancora troppo accettabile ed evidente, basterà considerare che nell’apologia, richiedendosi molto meno dell’istigazione, potrà essere fatto rientrare, all’occorrenza, proprio di tutto.</p>
<p style="text-align:justify;">Si comprenderà benissimo che, se già con il “270 bis elaborato”  ci si poteva facilmente sottrarre all’onere di una rigorosa prova dell’avvenuto passaggio dalla sfera ideale-sentimentale a quella dell’azione realisticamente pericolosa e  “penalmente rilevante” e considerare avvenuto questo passaggio sulla semplice base di elementi tra l’inconsistente ed il grottesco, il passaggio tra una contestazione di principio del reato di “istigazione” o di quello di “apologia”, potrà avvenire sulla base dei “gusti” e delle “libere scelte” del giudicante attribuendo ad ogni minima azione, parola, frase o esternazione, con un minimo di dialettica formalmente “logica” e dunque incensurabile in fase di “giudizio di legittimità”, questo valore.</p>
<p style="text-align:justify;">Varrà ben osservare che certe leggi e certi correttivi non sono ormai più espressive di una corrente politica, di un governo o dell’altro.  C’è ormai una “corrente mentale” che può passare attraverso chiunque ed a sua stessa insaputa tanto che, chiunque, può esserne strumento. Questo evidenzia che la fonte di ispirazione proviene da ben più lontano degli occasionali “utili idioti” che possono benissimo essere (alla maniera di tanti “ghighiottinatori-ghighiottinati” Robertspierre) le prime vittime della loro stessa “geniale” intuizione o attività.  La finalità reale di certe operazioni è infatti una consapevolezza che appartiene a pochi “ispiratori” che restano in attesa dei frutti che dovranno maturare in vista dell’Alba del Nuovo Potere Mondiale la cui guida spetterà alle poche oligarchie familiari trans-nazionali, a ciò destinate.</p>
<p style="text-align:justify;">Dobbiamo attenderci probabilmente che non passerà molto tempo che, la consapevolezza di questa tremenda realtà sarà essa stessa posta sotto la scure della censura, nascosta nelle formule delle norme che racchiudono l’occulto potere di applicarsi a tutto quello che serve all’occorrenza.</p>
<p style="text-align:justify;">Mettere in dubbio le versioni ufficiali e convenzionali sui fatti di guerra; supporre alternative sull’origine e sui diversi possibili mandanti ed esecutori dei fatti di terrorismo che insanguinano il mondo; criticare le condanne dei gruppi accusati di terrorismo rilevandone i limiti e i retroscena dialettici; sollevare dubbi sull’autenticità di versioni, fatti, notizie che riguardano i luoghi di guerra e che rivelano gli abusi e le truffe di certe ricostruzioni, potrà rientrare facilmente in uno di quelle forme di “istigazione”, di incoraggiamento; e se questo non sarà facilmente applicabile, potrà sempre rientrare in una delle possibili forme e varianti dell’apologia.  Quando i tempi saranno maturi anche per questa ulteriore applicazione, la fantasia di certe Corti non avrà più freno e sarà anzi incoraggiata al massimo.</p>
<p style="text-align:justify;">Con la semplice scusa (che apparirà perfettamente giusta e logica alle grandi masse impaurite ed inebetite con ogni sorta di distrazione e di suggestione) secondo la quale ipotizzare diverse origini e motivazioni degli episodi di terrorismo, significa, in fondo, “<em>sostenerlo</em>”, “<em>incoraggiarlo</em>”, “<em>coprirlo</em>”, “<em>fornire ad esso forza ed alibi</em>”,  “<em>sviare le energie e la forza necessaria a reprimere il terrorismo stesso</em>”, potrà procedersi a chiudere siti, a censurare libri ed articoli come questo, procedere ad arresti per concorso in terrorismo, per istigazione, per apologia o addirittura per sostegno logistico.<a href="/Documents%20and%20Settings/Administrator/Desktop/SUPERATO%20IL%20LIMITE%20DEL%20270%20BIS%20C.doc#_ftn1">[1]</a></p>
<p style="text-align:justify;">Questo genere di innovazioni sembrano assumere il significato di “messaggi” diretti anche nei confronti di chi si prodigasse eccessivamente nella difesa di certe categorie di imputati sul genere di quelli accusati di “terrorismo islamico”.<a href="/Documents%20and%20Settings/Administrator/Desktop/SUPERATO%20IL%20LIMITE%20DEL%20270%20BIS%20C.doc#_ftn2">[2]</a></p>
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<p style="text-align:justify;">Sarà il caso di concludere l’argomento; ma non prima di aver evidenziato il paradosso che la parola “…<em>o apologia</em>” che abbiamo evidenziato come l’aggiunta dell’ultimo minuto al quarto comma dell’art. 414 del codice penale non è avvenuta ad opera del Ministro dell’Interno o di qualche membro del governo Berlusconi ma, nientemeno che, dell’On. Rutelli, delegato al Controllo delle Attività dell’Antiterrorismo e su consiglio e proposta del giornalista, consulente, Magdi Allam.</p>
<p style="text-align:justify;">E così tutto può ritenersi finalmente quasi completamente compiuto.</p>
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<p style="text-align:justify;"><a href="/Documents%20and%20Settings/Administrator/Desktop/SUPERATO%20IL%20LIMITE%20DEL%20270%20BIS%20C.doc#_ftnref1">[1]</a> Un piccolo esempio apparentemente paradossale dell’orizzonte cui potrebbe arrivare una simile posizione: viene affermato che i Palestinesi che colpiscono con sassi o che “notoriamente” lancerebbero razzi su Israele, sono “terroristi”.  Chi sostenesse il contrario ed affermasse che questo non è terrorismo, potrebbe essere accusato di “apologia”; e se una Corte dovesse mandare assolti gli imputati di questo reato, “qualcuno”, scontento di ciò, potrebbe essere incentivato a cercare collegamenti operativi magari facendo valere che si è mandata un’offerta ad una famiglia di orfani palestinesi ricamando su questo una forma di sostegno logistico e di solidarietà non soltanto umana. Ma potrebbe cadere sotto la stessa accusa anche chi mettesse in dubbio che quei razzi, data peraltro la loro quasi inoffensività pratica, sono lanciati veramente da Palestinesi e non siano invece occasioni per giustificare sotto l’apparenza di una rappresaglia, tappe militari di più vasta portata e diversa natura.</p>
<p style="text-align:justify;">Questo è soltanto uno degli almeno cento esempi, peraltro forse tra i meno probabili ma non escludibile, che potrebbero essere indicati quale effetto della “norma-trappola” che è ancora soltanto l’inizio di una serie di censure che noi abbiamo indicate già sin dalla prima edizione dello studio che abbiamo pubblicato sul “Terrorismo islamico” in generale e sui vari processi in particolare.</p>
<p style="text-align:justify;">Se si pensa poi che è in corso un’indagine per chiudere i siti che all’esame della “polizia postale” e dei servizi di sicurezza sembrassero essere pericolosi per il fatto che sostengono scomode tesi di controinformazione, non convenzionali ed anticonformiste (in ciò rientrando persino certi siti di “medicina alternativa” che criticano le terapie a base di chemio che rivelano i colossali profitti delle multinazionali farmaceutiche ed i trucchi usati attraverso le formule dei “marcatori” di malattie e degli indici di rilevamento) si comprende la gravità e la portata dell’operazione. Ovviamente l’operazione viene mascherata con titolazioni che in se stesse sono ovvie e positive come ad esempio “siti antisemiti”, “siti di supporto o di giustificazione al terrorismo” per cui non è dato di comprendere la manovra generale che si annida dietro essendo fin troppo evidente che un sito terrorista o di ispirazione all’odio antisemita vada censurato. Il fatto è che, dietro questa espressione, si cela quasi sempre un’informazione alternativa e non gradita al sistema o a certi gruppi del “potere reale” ed equivale pertanto a bloccare ogni diversa informazione e consapevolezza che non sia quella elargita alle masse secondo un piano di controllo e di omologazione globale del pensiero, dei sentimenti, dei gusti e persino… delle reazioni che debbono essere esse stesse canalizzate in direzioni di sfogo ben precise ed innocue.  Si tratta in fondo di un’applicazione della ormai nota strategia di potere anglosassone, della cosiddetta “politic correct” con la quale anche l’opposizione viene tenuta nei canini di un controllo che non deve consentire alcuna reale alternativa ne pratica ne’ tanto meno ideologica.  Su ciò vedasi l’interessante studio di Alfredo Tirelli: “I serpenti della dialettica”.</p>
<p style="text-align:justify;"><a href="/Documents%20and%20Settings/Administrator/Desktop/SUPERATO%20IL%20LIMITE%20DEL%20270%20BIS%20C.doc#_ftnref2">[2]</a> Prima che l’attenzione si concentrasse nei riguardi dell’Islam, un’operazione analoga anche se di portata ben più ridotta si era svolta nei confronti di un certo modo di fare politica che apparteneva alla sinistra attiva. Nella consapevolezza che certi “messaggi” agiscono più delle minacce dirette e della repressione, già il 272 c.p. aveva di fatto previsto la repressione della propaganda per l’instaurazione violenta della lotta di classe e a questo si era aggiunto l’art. 415 c.p. “<em>istigazione a disobbedire alla legge</em>” dove si precisava che “<em>chiunque pubblicamente istiga alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico, ovvero all’odio fra le classi sociali, è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni</em>”. Anche qui è ovvio che la presentazione di facciata di certe norme è evidentemente giusta. Il problema è che quando il “sistema” si corrompe, la parola che rende lecita la norma (nel caso specifico “odio di classe”) cessa la sua funzione discriminatoria in senso positivo e si verifica il caso che, qualunque abuso compiuto violentando fatti e parole, possa essere compiuto nell’applicazione di questa norma.  Al di la di questo effetto “processuale”, simili normative producono l’ulteriore e ben più vasto effetto generale di un’inibizione del pensiero che manifesta i suoi risultati in quel fenomeno che è la scomparsa delle ideologie, quale è dato oggi di vedere nello scenario intellettuale e politico, senza neppure che questo processo sia, nei più, pienamente cosciente.  Questo è avvenuto, relativamente ad un certo linguaggio della sinistra attiva, nonostante la stessa Corte Costituzionale  sul punto abbia dichiarato nel 1974 l&#8217;incostituzionalità dell&#8217;articolo nella parte in cui non specifica che  &#8221;..l&#8217;istigazione all&#8217;odio tra le classi sociali deve essere attuata in modo pericoloso per la pubblica tranquillità&#8221;.</p>
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		<title>I servizi televisivi sul processo di Bari al presunto braccio destro di Bin Laden in Europa</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Jun 2010 19:36:29 +0000</pubDate>
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